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15/09/2020

Agroalimentare, altre 4 settimane di mobilitazione dei dipendenti

Il Gazzettino

LA PROTESTA
UDINE Altre quattro settimane di mobilitazione con blocco delle flessibilità, dello straordinario e del lavoro supplementare. Le hanno proclamate i sindacati Cgil-Cisl-Uil dell'industria agroalimentare e riguardano i lavoratori delle aziende che non aderiscono al rinnovo del contratto nazionale di categoria, sottoscritto il 31 luglio scorso. Annunciate anche 4 ore di sciopero, a partire dal 9 ottobre, da svolgersi a inizio o fine turno lavorativo con una pianificazione che sarà decisa a livello territoriale.
Per quanto riguarda invece i lavoratori che beneficeranno del rinnovo contrattuale, i contenuti dell'intesa saranno al centro di un attivo unitario convocato dalle segreterie regionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil per lunedì 21 settembre. Tra i punti qualificanti del nuovo contratto, come spiegano i segretari regionali Claudia Sacilotto (Fai), Alessandro Zanotto (Flai) e Pier Paolo Guerra (Uila), non solo un aumento salariale medio che a regime ammonterà a 119 euro mensili, con un montante sul quadriennio di 2.954 euro, cui vanno aggiunti 5 euro di welfare e 30 euro aggiuntivi erogati a tutti i lavoratori per i quali non viene svolta la contrattazione di secondo livello. Il rinnovo, infatti, prevede anche un potenziamento della formazione pre e post-assunzione, il recepimento del Patto della fabbrica, un'indennità sostitutiva di 20 euro mensili in caso di mancata iscrizione al sistema di welfare, uno specifico capitolo che innova la normativa in materia di lavoro agile, un rafforzamento delle misure di tutela della salute e della sicurezza, il miglioramento della normativa sugli appalti, l'ampliamento dei congedi parentali, sia retribuiti che non retribuiti, il rinvio al 1° gennaio 2025 del contributo a carico dei lavoratori al fondo di assistenza sanitaria Fasa.
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