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13/05/2021

AGORDO-TAIBON. «In questi giorni stiamo facendo de…

Corriere delle Alpi - G. San.

AGORDO-TAIBON. «In questi giorni stiamo facendo delle verifiche per trovare la soluzione più adeguata per dare continuità al servizio».Lo dice il presidente dell'Unione montana agordina, Michele Costa, a qualche giorno dalla scadenza del contratto con l'associazione onlus che dal 2001 gestisce la Casa di soggiorno di Taibon. Una questione che l'Unione montana aveva messo in agenda già a cavallo tra dicembre e gennaio quando aveva affidato degli incarichi di consulenza sia a un legale (per l'assistenza giuridico-amministrativa), sia a un commercialista (per l'esame dei rapporti in essere), sia a un ingegnere (per la verifica della conformità urbanistico-edilizia della struttura e del piano anti-incendi). Il contratto con la onlus presieduta da Bruno Bulf scade infatti giovedì. Un contratto stipulato 20 anni fa a fronte di un canone annuo di appena un milione di lire, cioè circa 500 euro. Nel 2020 l'associazione ha avuto una media di 52 dipendenti, la maggior parte dei quali assunti a tempo indeterminato e a tempo pieno. La società Intermarket Business Consulting srl, a cui l'Unione montana agordina si era rivolta per capire le modalità per l'utilizzo dei 3 milioni e 715 mila euro di fondi di confine destinati alla ristrutturazione della casa di soggiorno, aveva scritto che per evitare che i fondi di confine si traducano in «aiuto indiretto al gestore della struttura - chiunque esso sia - occorre che il canone di locazione sia fissato in esito ad una procedura ad evidenza pubblica che, per sua natura, garantisce che esso corrisponda al canone "di mercato" ».«In alternativa - aveva aggiunto - fatto salvo il rispetto della normativa appalti, il canone stesso potrebbe essere stabilito mediante perizia effettuata da un perito indipendente». Ora l'Unione montana sta lavorando a una soluzione che permetta di dare continuità all'importante servizio nei confronti delle persone anziane. «In questi giorni», dice infatti il presidente dell'Unione montana, Michele Costa, «stiamo facendo delle verifiche di carattere tecnico per capire quale strada imboccare. Occorre valutare bene se andare verso una soluzione ponte oppure verso una di carattere più duraturo».L'obiettivo, ad ogni modo, è quello di garantire che il servizio non subisca interruzioni, per questo Costa fa capire che l'opzione continuità è quella con più chance. «Dal momento che siamo nell'urgenza di far proseguire il servizio», conclude il presidente Uma, «per ora dobbiamo trovare il modo di proseguire con la precedente gestione». --G. San. © RIPRODUZIONE RISERVATA