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23/05/2020

Aggiudicazioni, principi nei documenti di gara

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Delibera Anac sui criteri di valutazione delle offerte tecniche
Nelle gare pubbliche i criteri di valutazione delle offerte tecniche sono espressione della cosiddetta discrezionalità tecnica; da ciò si desume che possono essere sindacati dal giudice amministrativo soltanto se le valutazioni compiute appaiano manifestamente illogiche, irrazionali, irragionevoli, arbitrarie ovvero fondate su di un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti. Lo ha affermato l'Autorità nazionale anticorruzione con la delibera del 29 aprile 2020, n 392 rispetto alla disciplina del codice dei contratti pubblici in materia di aggiudicazione. In particolare, ha ricordato l'Anac, l'articolo 95, comma 6 del decreto legislativo n. 50/2016 stabilisce che è nei documenti di gara che si «stabiliscono i criteri di aggiudicazione dell'offerta, pertinenti alla natura, all'oggetto e alle caratteristiche del contratto. In particolare, l'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo, è valutata sulla base di criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all'oggetto dell'appalto». Sono criteri, ha detto l'Anac, meramente esemplifi cativi e non esaustivi. Pertanto in merito alla pertinenza dei criteri di selezione all'oggetto del contratto il codice individua quei criteri che «riguardano lavori, forniture o servizi da fornire nell'ambito dell'affi damento sotto qualsiasi aspetto e in qualsiasi fase del ciclo di vita (compresi fattori coinvolti nel processo specifi co di produzione, fornitura o scambio o in un processo specifi co per una fase successiva del ciclo di vita, anche se non sono parte del loro contenuto sostanziale) ovvero attengono alle caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi ritenute più rilevanti dalla stazione appaltante ai fi ni della soddisfazione delle proprie esigenze e della valorizzazione degli ulteriori profi li indicati dal Codice». Quindi le stazioni appaltanti devono individuare criteri di valutazione concretamente idonei a evidenziare le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti e a differenziare le stesse in ragione della rispondenza alle esigenze della stazione appaltante. Allo stesso tempo i criteri scelti devono consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profi li tecnici dell'offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori che vanifi cherebbero l'applicazione del criterio del miglior rapporto qualità-prezzo. In ogni caso, ha concluso l'Anac, la defi nizione dei criteri di valutazione delle offerte tecniche è espressione della cosiddetta discrezionalità tecnica, sindacabile solo se le valutazioni compiute appaiano manifestamente illogiche, irrazionali, irragionevoli, arbitrarie ovvero fondate su di un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti. Infi ne, non sono del pari sindacabili, se non entro i suindicati limiti, gli interessi sottesi alla scelta (altamente discrezionale) della stazione appaltante di attribuire preponderanza a determinate componenti dell'offerta e gli obiettivi dalla stessa prefi ssati per il miglior perseguimento dell'interesse pubblico. © Riproduzione riservata