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20/06/2020

Aggiudicati anche i rifiuti Il filotto di Eco Eridania in tasca ha 8 lotti su dieci

Corriere Adriatico

L'APPALTO
È la seconda gara multimilionaria che, per un motivo o l'altro, arriva al capolinea nel giro di un mese. Dopo lo scarto laterale che ha portato le quattro aziende sanitarie della Regione a disertare il maxiappalto da 110 milioni affidandosi alla convenzione Consip è stata aggiudicata la gara accorpata per lo smaltimento dei rifiuti sanitari e non di Ospedali Riuniti, Marche Nord, Asur e Inrca.
Il colosso genovese
Se nel caso delle pulizie la convenzione Consip ha incanalato tutti i 10 lotti in palio nelle Marche alla corte della bergamasca Dussmann, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti sanitari e non, il percorso ordinario registrano il filotto della Eco Eridania di Arenzano, colosso genovese del settore dello smaltimento con 10 aziende satelliti e 1200 dipendenti. Eco Eridania si è aggiudicata 4 lotti da sola e altri quattro in compartecipazione (tre in associazione temporanea con la Adriatica Oli di Montecosaro e uno insieme alla trevigiana Saste). La base d'asta degli appalti cubava oltre 22 mila euro per cinque anni mentre i ribassi delle varie offerte consentiranno alla stazione appaltante Asur di scendere a 20,7 milioni. Questo genere di appalti tuttavia, se non ci sono casi eclatanti di inadempienze, spesso finisce per integrare anche i tre anni di rinnovo per cui insieme all'Iva e tutte le prestazioni accessori la spesa da qui al 2028 sarà di 49 milioni. Disaggregando le competenze, il servizio di smaltimento dei rifiuti sanitari e non, insiste soprattutto sulla Asur che ha ospedali da Urbino fino ad Ascoli (28 milioni) poi nella classifica dei volumi seguono Ospedali Riuniti (9,9) e Marche Nord (7,7).
L'appalto è partito dal Suam
L'appalto è partito dal Suam, lo sportello unico delle Marche che doveva diventare la stazione unica appaltante per le grandi commesse. In realtà il 25 febbraio del 2019, la Regione ha scaricato tutta la parte sanitaria sulla Asur con una delibera che ha sostanzialmente chiuso il progetto Suam per questo settore. La scansione dei tempi conseguita è stata rapida: 12 giorni lavorativi perché la Asur consegnasse al governatore l'elenco della gare avviabili (18 marzo) e 22 (2 aprile) per presentare l'impianto del bando per lo smaltimento dei rifiuti sanitari e non. Due mesi dopo, a giugno, è stata pubblicata la gara aperta. Il ricorso presentato al Tar a metà luglio dalla concorrente Wasteam ha fatto sì che venisse cancellata la clausola che imponeva alle concorrenti di avere due termovalorizzatori.
La proroga a fine settembre
C'è stata a fine settembre la proroga di una settimana e poi l'apertura delle buste il 10 ottobre. Un mese dopo le ammissioni in base ai requisiti e a dicembre l'inizio della valutazione delle offerte tecniche. Da qui, due sedute a gennaio, tre a febbraio, una marzo. Il 3 marzo, per l'esattezza. Casualità, nello stesso giorno il Tar, esaminando il merito del ricorso di Wasteam lo respinge. Siamo già in pieno uragano Covid. Appena Conte riapre il paese (4 maggio), quattro giorni dopo la commissione torna a riunirsi. Il 26 c'è stata la terza seduta pubblica per l'apertura delle buste con l'offerta economica e il 15 giugno l'aggiudicazione ufficiale. Ora è in corso di svolgimento la verifica dei requisiti, c'è un mese per i possibili ricorsi al Tar. Ancora fermo invece l'appalto per il lavanolo, la vera corazzata delle gare: oltre 200 milioni di fornitura. Dopo la consultazione preliminare scaduta a gennaio ancora il bando non è stato pubblicato.
Andrea Taffi
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