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15/09/2020

Agevolazioni per la mensa alle primarie «Un bando che crea una gara tra poveri»

Corriere Adriatico

Cattolica Futura denuncia la scelta della giunta di stilare una graduatoria che premierà solo i primi arrivati
LA POLEMICA
CATTOLICA «Come ad ogni inizio anno scolastico, il Comune di Cattolica ha pubblicato il bando per le agevolazioni sulle tariffe del servizio mensa nelle scuole primarie. E, come ogni anno, ha perso l'occasione per varare una politica sociale equa e veramente incisiva - attaccano da Cattolica Futura - e intanto, il sindaco non ha ancora nominato una nuova figura per l'assessorato al Sociale».
La procedura
Come noto, una volta presentata la domanda, il Comune formula una graduatoria sulla base di alcuni criteri come l'Isee (la soglia è 25.000 euro), la presenza nel nucleo familiare di minori in età scolare e la situazione lavorativa di almeno un componente del nucleo, ma «le agevolazioni - recita il bando - saranno concesse esclusivamente in favore dei primi richiedenti che risulteranno in posizione utile nella graduatoria». «Il Comune, quindi - attacca il think tank cittadino - stila una vera e propria classifica di povertà, elargendo un numero di buoni pasto insufficienti a coprire il fabbisogno delle famiglie, specialmente nel contesto odierno, dove la pandemia ha creato nuove situazioni di fragilità».
Eppure altri Comuni fanno diversamente: «A San Giovanni in Marignano, ad esempio, con un Isee sopra gli 8.000 euro i buoni pasto costano 5 euro (0,60 in meno rispetto Cattolica); per le famiglie con un Isee tra 3.000 e 8.000, costano 2,5 euro (la metà della tariffa standard); se l'Isee è sotto 3.000, i buoni pasto sono gratuiti». Ma soprattutto, «poiché il Comune è a conoscenza della situazione economica dei cittadini, questa assegnazione avviene ex-ante e le famiglie non sono costrette a partecipare ad un bando, ma sono automaticamente allocate in una delle fasce.
La proposta
«Lo stesso meccanismo è stato applicato a Rimini con successo. Anche a Morciano le agevolazioni sono strutturate per fasce Isee (anche se in questo caso le famiglie devono produrre la documentazione necessaria)». Da qui la proposta di Cattolica Futura: «In primis, è necessario aumentare i fondi stanziati, perché 10.600 euro sono insufficienti». Inoltre, le situazioni di indigenza, piuttosto che con una graduatoria, dovrebbero essere colte con un menu di tariffe ognuna corrispondente ad una fascia di reddito e invece di prevedere un ruolo proattivo del cittadino, il quale spesso non ha tempo né competenze per compilare la documentazione necessaria (e talvolta non ne è nemmeno a conoscenza), il Comune potrebbe istituire una banca dati (se non già disponibile) per monitorare la situazione finanziaria dei nuclei familiari e agire a priori, garantendo le agevolazioni direttamente all'acquisto dei buoni pasti».
Il gap della lingua
Di fatto, «non dovrebbe essere prevista una scadenza per le agevolazioni, ma dovrebbero essere valide per tutto l'anno scolastico». Infine, «è necessario che le informazioni relative al bando vengano diffuse anche in più lingue per raggiungere più efficacemente le famiglie di origine straniera che, spesso, sono quelle più a rischio povertà».
Daniele Bartolucci
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