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19/11/2020

Aemilia, chiesta la conferma per Salsi

Gazzetta di Reggio - E.L.T.

Quattro anni è la richiesta in Appello della Procura Generale per l'imprenditore reggiano accusato di tentata estorsione
REGGIO EMILIALa Procura generale ha chiesto la riconferma della pena nel processo di Appello di Aemilia anche per l'imprenditore reggiano Mirco Salsi. Una richiesta quindi di 4 anni, che ha visto l'articolata opposizione del difensore Domenico Noris Bucchi e del collega Aldo Meyer (del foro di Bologna) durante la discussione, dopo la quale i legali hanno chiesto l'assoluzione sostenendo l'estraneità di Salsi dal reato contestato.Secondo l'accusa Salsi voleva recuperare un credito ma per farlo si è rivolto a un affiliato della cosca attiva a Reggio. L'ex patron della Reggiana Gourmet - noto anche per il ruolo di dirigente della Cna - è stato condannato poi a 4 anni nel primo grado del processo Aemilia con l'accusa di tentata estorsione. Nel 2011 aveva consegnato un milione e 300mila euro a una donna, che doveva agevolarlo nell'assegnazione di un appalto per le mense delle carceri. Ma quando l'appalto sfumò Salsi per recuperare la somma si rivolse ad Antonio Silipo, con l'intermediazione del giornalista e affarista Marco Gibertini. Salsi fu però a sua volta vittima, come ebbe modo di dire in udienza, di ulteriori ritorsioni. Ma la sua storia per la procura è diventata l'emblema dell'infezione causata dal clan all'economia compiacente, come scrivono i giudici nella sentenza. Sempre ieri, a lanciare dure accuse è stato il procuratore generale di Bologna, Valter Giovannini, dall'aula dell'Appello, nell'aula bunker della Dozza a Bologna. «È emersa la tentacolare diversificazione degli affari da parte della cosca. C'è sempre una persona offesa da raggirare e danneggiare economicamente. Può essere una persona fisica o lo Stato, attraverso la frenetica circolazione di fatture false che consentono indebiti rimborsi Iva o illegittimi abbattimenti dei ricavi. Perché una cosa è emersa con certezza in tutti i processi Aemilia: lo Stato è un avversario e una mucca da mungere, spillandogli risorse economiche». In udienza sono state affrontate le posizioni anche di Mario Ursini Mario e Salvatore Buttiglieri. Giovannini, parlando della ricettazione di un'imbarcazione di grande valore e di un imponente quantitativo di piastrelle, ha detto che «gli autori di questi fatti non capiranno mai che solo attraverso un corretto rapporto fiscale possono funzionare i servizi pubblici, a cominciare da quelli essenziali. Lo Stato è quindi una entità aliena e ostile e ovviamente anche i magistrati, inquirenti e giudicanti, sono ricompresi, essendo in questo momento la massima espressione del diritto dello Stato a punire i responsabili di simili fatti». --E.L.T.© RIPRODUZIONE RISERVATA