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23/05/2020

«Adesso avanti con giudizio»

Il Trentino

IL PUNTO POLITICO • IL CONFRONTO FRA I PARTITI SULL'EMERGENZA E SULLE RI
Le scelte. Il dl Rilancio è la base per la ripartenza, ma si punta tutto sulle semplificazioni. E per andare avanti si vuole improntare il nuovo corso nel segno del dialogo con le opposizioni sulla strada delle riforme L'informativa. Il premier interviene in Parlamento e parla della Fase 2 Spiega che va affrontata con fiducia e responsabilità. Le decisioni del lockdown sono state dure e se il peggio è alle spalle lo si deve ai cittadini
MICHELE ESPOSITO La scelta «sofferta ma giusta» della fase 1 segnata dal lockdown e la «fiducia, il coraggio, e la responsabilità» che dovranno segnare le prossime, delicatissime, settimane: con la sua informativa Giuseppe Conte prova a dare vita alla fase 2 non solo dell'Italia ma del suo stesso governo. Il dl rilancio, nel suo intervento, emerge come la base posta per la ripartenza. Ma è sul decreto semplificazioni che Conte punta tutto confidando di avere un testo entro due settimane. «È tempo di sciogliere le incrostazioni» della burocrazia, è questa la «madre di tutte le riforme», scandisce Conte in Aula a Montecitorio. Parole, quelle di Conte, che vengono applaudite dalla maggioranza. «La statura di un leader si vede anche quando dice che si può fare di più», spiega il Dem Alessandro Alfieri. E Conte vuole improntare la fase 2 nel segno del dialogo «costruttivo» con le opposizioni e forte di un governo che, dopo il «no» alla mozione di sfiducia al ministro Bonafede, sembra aver ritrovato compattezza. «Mi sembra che Iv dimostri di aver superato qualsiasi perplessità», spiega il premier che alla Camera, non a caso, cita tutti i ministri della coalizione «competenti» sul dl rilancio: da Catalfo a Speranza, da Bellanova al sottosegretario Fraccaro. Sullo sblocca cantieri, assicura, le proposte di Iv troveranno «ampio spazio» nel dl semplificazioni. È questo decreto, per Conte, il primo pilastro della fase 2 italiana. Gli altri due sono «innovazione e inclusività». Ma non si parli di assistenzialismo. «Il sostegno è obiettivo non incompatibile con il rilancio», sottolinea il capo del governo rimarcando come sia questo il tempo «di sciogliere i nodi che hanno finora impedito un benessere diffuso». Non sarà facile. La bandiera delle semplificazioni fa gola a tutti, non solo a Iv. E sulle deroghe al codice degli appalti il rischio di impattare nell'ira del M5s è alto. Non a caso Conte si affretta a sottolineare come, per le opere, i controlli su trasparenza e infiltrazioni della criminalità saranno «rigorosi». Ma il premier non può non guardare con attenzione ai movimenti interni ai Cinque Stelle in vista dell'approdo in Aula del pacchetto di aiuti. Il Mes, per il premier, resta un qualcosa che non è né un obiettivo né una soluzione. Ma la partita sul Recovery Fund è in salita. E Conte, nei «giorni cruciali» della trattativa, alza la posta. Il fondo franco-tedesco «è un passaggio importante, la commissione Ue può fare meglio», spiega consapevole che, come sottolineano fonti di governo, il range del successo dell'Italia si gioca nel rapporto tra «grants» e «prestiti» nel bazooka di Bruxelles. Un bazooka che, in vista della manovra, diventa imprescindibile. Ma sul Mes ogni passo potrebbe essere falso. «Hai visto i Btp italiani? Potrebbero bastare questi, il Mes va evitato, non possiamo chiederlo noi e Cipro», osserva Laura Agea, sottosegretario agli Affari Ue, poco dopo l'intervento del premier al Senato. Eppure, ad «oscurare» la giornata, è l'intervento di Riccardo Ricciardi, il vicecapogruppo del M5s che attacca frontalmente il modello sanitario lombardo innescando la furia della Lega. In Aula è bagarre. Con Giorgia Meloni che parla di strategia ben precisa tra il M5s e Conte. Il premier non ci sta. «È un'ipotesi che si commenta da sola, io non ricevo gli interventi e non istigo», sottolinea, prendendo le distanze da Ricciardi, il cui intervento a Palazzo Chigi non è piaciuto e da molti deputati M5s viene mal digerito. Tanto, che tra i banchi del Movimento, raccontano, già si parlava di Ricciardi come del «nuovo Di Battista». E lo scontro sulla Lombardia rianima le opposizioni. «Conte è surreale, spunta sui monopattini», attacca in Aula sempre Meloni mentre al Senato Matteo Salvini incalza: «Per la rinascita serve il modello Genova, ma l'Italia non può essere ostaggio della Cgil».

Foto: • La protesta in piazza Plebiscito a Napoli dei lavoratori del turismo, degli animatori, e del settore dell'ippica: «Siamo con l'acqua alla gola» (Ansa)