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02/02/2021

«Addio ospedale di comunità»

Il Gazzettino

Con il bando di vendita della cittadella sanitaria l'ipotesi sembra tramontare
CAVARZERE
«Con questo bando, addio all'ospedale di comunità». La pubblicazione del bando per la vendita della Cittadella socio sanitaria ha lasciato, a dir poco, perplesso il consigliere comunale Emanuele Pasquali, che ha preso subito carta e penna per chiedere la convocazione urgente di una commissione che esamini la vicenda, magari con la partecipazione del direttore generale dell'Ulss 3, Giuseppe Dal Ben. Due sono, secondo Pasquali, gli aspetti oscuri di questa vendita. Il primo, di metodo, è il fatto che il bando è stato preparato sottotraccia. Si sapeva, certo, che stava per essere pubblicato, ma non c'era alcuna indicazione dei tempi. Alla fine, la delibera di giunta regionale che autorizza il bando è stata fatta in agosto dell'anno scorso, con l'attenzione del mondo politico totalmente impegnata altrove (elezioni regionali di settembre, possibile seconda ondata Covid, ecc.) e, anche nei mesi successivi, nessuno ne ha parlato.
L'unico, per la verità, a farne cenno sulla stampa, era stato, a metà novembre, l'ex sindaco Parisotto, ma senza spiegare i contenuti della Dgr. «Spiace dice Pasquali - come consigliere comunale, venire a conoscenza di tali contenuti dai giornali. Possibile che in Conferenza dei sindaci non si sia mai parlato delle condizioni stabilite dal bando di vendita? Possibile che il sindaco Tommasi non abbia mai avuto nulla da riferire?».
I DUBBI
Ed è su questa condizioni che si innesta il secondo motivo di perplessità del consigliere. «Il bando mette in vendita le quote della società Cittadella srl e tutti, tranne due, gli immobili dell'ex ospedale. Ma le attività socio sanitarie che verranno svolte sono quelle attuali, insediate solo in una parte di questi edifici. Ma, stante il vincolo di destinazione sanitaria per 15 anni, perché un privato dovrebbe comprare degli immobili che non gli servono?» Il bando, infatti, non sembra stabilire alcuna destinazione per gli edifici ora inutilizzati. Certo, a rigore, potrebbe assegnare spazi più ampi ai servizi già esistenti, ma questo farebbe solo aumentare i costi di gestione. Oppure potrebbe pensare di aprire nuovi servizi sul cui convenzionamento, però, l'Ulss non offre alcuna garanzia. In particolare sembra tramontata l'idea dell'ospedale di Comunità: 12 posti letto, previsti nella precedente programmazione regionale, poi tolti in quella attuale. Nell'ex ospedale potevano esserci gli spazi per realizzarlo. Ora la parte pubblica si sfila, prevedendo, per sé, solo il mantenimento (nei due edifici che non verranno venduti) di attività quali il Distretto, la guardia medica e e gli spazi per i medici di famiglia e le associazioni. Quindi non sembra plausibile il reinserimento di quei 12 posti.
Diego Degan
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