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18/10/2019

Addio amaro di Cantone «Corruzione dimenticata»

La Sicilia

Arresti ogni 10 giorni. La Sicilia maglia nera del fenomeno in Italia Il posto di lavoro è diventato la nuova forma di tangente, specie al Sud
ROMA. La corruzione in Italia cambia pelle, mimetizzandosi in nuove modalità: non più solo mazzette, la nuova tangente ora è il posto di lavoro. E in generale, per reati legati a questi fenomeni, ogni dieci giorni vengono eseguiti degli arresti in Italia. Ma «la parola corruzione nell ' ultimo periodo è quasi scomparsa dall ' agenda. Sembra quasi nessuno non se ne occupi». Sono le parole amare del presidente dell ' Anac, Raffaele Cantone che, con la presentazione di un dossier sull ' ultimo triennio, dà il uso addio all ' Autorità Anticorruzione. Nessun ripensamento rispetto a quanto aveva già annunciato nei mesi scorsi e in anticipo sulla scadenza del mandato, prevista a marzo 2020: «La prossima settimana rientro in magistratura», ha ribadito. Cantone tornerà quindi all ' Uf ficio del Massimario della Cassazione. Dopo avere snocciolato i dati sugli affari illeciti in Italia tra il 2016 e il 2019, il magistrato ha sottolineato che «il tema corruzione è scomparso dai riflettori. Sono oggettivamente preoccupato - ha detto -, ho già fatto presente alle apposite commissioni dell ' abbassamento di una serie di regole di cautela nel sistema di legge sugli appalti. Non so se sia frutto o meno di una diversa sensibilità ma registro questo dato». Non mancano riflessioni che evidenziano delle divergenze sul nuovo decreto fiscale annunciato dal governo: «È giusto dare un segnale. Va bene inasprire le pene ma non è con le manette che si vince l ' evasione, così come la corruzione», ha commentato. Cantone ha sottolineato l ' impor tanza della prevenzione per evitare a monte che si verifichino questi tipi di reato, spesso protratti per anni. E - secondo la foto scattata dall ' Anti corruzione - nel Paese ci sono nuovi mutamenti che riguardano proprio la corruzione dove, anche se il denaro continua a rappresentare il principale strumento dell ' accordo illecito, il posto di lavoro si configura come la nuova merce di scambio. Soprattutto al Sud l ' assunzione di coniugi o familiari è stata riscontrata nel 13% dei casi. Il ricorso alla mazzetta avviene nel 48% delle vicende, spesso per importi esigui (2.0003.000 euro ma in alcuni casi anche 50100 euro appena) e talvolta come percentuale fissa sul valore degli appalti. Altri scambi riguardano l ' assegnazione di prestazioni professionali (11%), specialmente sotto forma di consulenze o le regalie (7%). Ma ci sono anche benefit più insoliti (21%), come benzina, pasti, pernotti o ricompense attraverso ristrutturazioni edilizie, riparazioni, servizi di pulizia, persino traslochi o il pagamento di escort. In generale, tra l ' agosto 2016 e i tre anni successivi sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione spiccate dall ' Auto rità giudiziaria e correlate al settore degli appalti. Tra le regioni, la maglia nera va alla Sicilia, seguita da Lazio e Campania. Analizzando i provvedimenti della magistratura, i casi emersi sono 152, uno a settimana. Le uniche regioni a non essere interessate da arresti nel periodo di riferimento sono state Friuli e Molise. In particolare, sono stati 207 i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio indagati per corruzione. Tra questi, 43 politici arrestati: 20 sindaci, 6 vice-sindaci, 10 assessori (più altri 4 indagati) e 7 consiglieri. I Comuni rappresentano gli enti maggiormente a rischio, come si evince anche dalla disamina delle amministrazioni in cui si sono verificati episodi di corruzione: il 41% dei casi hanno avuto luogo proprio nei municipi, seguiti dalle società partecipate (16%) e dalle Aziende sanitarie (11%). Il settore più a rischio è quello legato ai lavori pubblici, seguito da quello dei rifiuti e quello sanitario. l