scarica l'app
MENU
Chiudi
29/09/2020

ADDIO AGLI AIUTI PER GIOVANI E DONNE?

Corriere Fiorentino - Silvia Ognibene

Politica e sviluppo CREDITO
Con l'emergenza Covid a metà settembre la Regione ha cancellato tutti i bandi per il sostegno all'imprenditoria femminile e giovanile, che pure funzionavano bene da quasi quindici anni. I dubbi delle associazioni di categoria I punti di forza dei bandi ad hoc erano la semplicità dell'iter burocratico per le domande e la possibilità di restituire il capitale ad attività avviata La decisione è stata presa per dirottare con urgenza ogni risorsa su interventi a più ampio spettro vista la crisi causata dall'eme
La Regione Toscana ha chiuso i bandi destinati a sostenere la creazione di nuove imprese giovanili e femminili. La decisione è stata presa con un'ordinanza dello scorso 5 agosto, è diventata operativa dall'11 settembre e ha posto fine ad un sostegno rivolto a donne, giovani e destinatari di ammortizzatori sociali che dal 2015 a ieri aveva finanziato 1.636 progetti con un ammontare complessivo di risorse pari a 31 milioni di euro. La decisione - spiegano dalla Regione - è stata presa per poter dirottare con urgenza tutti i fondi disponibili su interventi a più ampio spettro per rilanciare l'economia toscana, con particolare attenzione al sostegno alle imprese sane che hanno investito e continuano a investire nonostante le difficoltà create dall'emergenza coronavirus. In particolare, la scorsa settimana la Regione Toscana ha aperto un bando sostenuto da una dotazione di 115 milioni di euro che destinerà un contributo a fondo perduto del 40 per cento alle Piccole e medie imprese che abbiano fatto investimenti a partire dal febbraio scorso o che intendano farli entro il febbraio prossimo: al bando sono ammessi progetti da 20 mila ad un massimo di 200 mila euro, che saranno finanziati per un minimo del 40 fino all'80 per cento. Sono previsti anche interventi di sostegno alla digitalizzazione delle imprese (10 milioni di euro), alle realtà operanti nelle aree interne del territorio toscano (6 milioni di euro) e per il sostegno delle aziende del turismo che più hanno risentito della crisi (10 milioni di euro). Aperto giovedì mattina, dopo sei ore il bando aveva già ricevuto mille domande, per 70 milioni di euro. Dalla Regione assicurano che i bandi per giovani e donne sono soltanto sospesi e che verranno presto riprogrammati, ma per il momento non c'è traccia di un sostegno mirato a queste due categorie nei bandi pubblicati per distribuire la dote di 264 milioni di euro di fondi europei riprogrammati per fronteggiare la crisi - 168 milioni dal programma operativo Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e quasi 97 milioni dal programma (Fondo sociale europeo) - in base all'accordo firmato dall'ex presidente della Regione Enrico Rossi con il ministro per la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano lo scorso 5 settembre. La ripartizione indicata dalla Regione è che 141 milioni vadano, come spiegato in precedenza, al sostegno agli investimenti delle imprese, 70 milioni saranno destinati invece all'emergenza sanitaria e 53 milioni alle misure sociali. Il bando per il sostegno agli investimenti si rivolge a tutte le tipologie di aziende, quindi anche a quelle femminili e giovanili, ma non è una misura specifica per quel tipo particolare di impresa avviata da giovani al debutto nel mondo dell'imprenditoria e da soggetti fragili, come le donne - loro malgrado da sempre svantaggiate in Italia nell'avviare attività imprenditoriali - e chi era stato espulso dal mondo del lavoro e si trovava assistito dalla cassa integrazione o da altri ammortizzatori sociali. Le particolarità dei bandi per il microcredito - quelli che per i giovani erano raccolti sotto il «cappello» del progetto Giovani Sì per il sostegno alla nascita di nuova imprenditoria - erano la relativa semplicità dell'iter burocratico per la presentazione della domanda e la possibilità di restituire il capitale avuto in prestito (il massimo erano 24.500 euro a tasso zero in sette anni) dopo che l'attività era stata avviata. Altro aspetto virtuoso della procedura era che si trattava di fondi rotativi: i soldi restituiti dai giovani e dalle donne diventati imprenditori andavano via via a ricostituire il capitale che veniva rimesso in circolo finanziando nuovi progetti. Dalla Camera di commercio alle associazioni di categoria, il «taglio» deciso dalla Regione ha suscitato più di una perplessità, vista l'efficacia dei bandi; l'auspicio delle imprese è che pur nella necessaria rimodulazione delle risorse imposta dall'emergenza non si disperda per sempre uno strumento che funzionava. La palla passa al nuovo governatore Eugenio Giani e alla sua giunta, quando nascerà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I numeri

1.636 progetti

milioni di euro

31

I bandi per il microcredito a favore di giovani e donne hanno finanziato dal 2015 ad oggi per un importo complessivo di I bandi sono stati chiusi per far confluire tutte le risorse in misure a sostegno dell'emergenza Covid bandi stati chiusi

115 milioni*

10 milioni

6 milioni

10 milioni

per contributi a fondo perduto per gli investimenti delle Pmi per sostegno alla digitalizzazione per sostegno alle aziende operanti nelle realtà interne per le imprese del turismo *Il bando da 115 milioni per sostenere gli investimenti si è aperto alla fine della scorsa settimana: in poche ore sono state presentate oltre mille domande per un ammontare di fondi richiesti pari a circa 70 milioni di euro

In totale la Regione ha stanziato

264

milioni di euro

18 milioni

altro

per le com pete nze digit ali

per l'acq uist o di attre zzat ure

1,3 mil ion i

3,7 mil ion i

11,3 milioni

5,7 milioni

13 milioni

60 milioni

10 milioni

altro di indennità per i tirocini sospesi ai lavoratori del settore privato con figli piccoli per la conciliazione famiglia/lavoro per coprire le maggiori spese sostenute in questi mesi (stipendi del personale, incentivi, acquisto di tute e mascherine) per la realizzazione di programmi di telemedicina per cronici cardiopatici

5 milioni

30 milioni

70 milioni

destinati a scuola e formazione destinati al sociale destinati all'emergenza sanitaria L'Ego-Hub