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29/08/2020

Acquisti nel lockdown, l’Anac fa i conti in tasca alle Regioni

Brescia Oggi

L'INDAGINE CONOSCITIVA. Focus dell'Autorità nazionale anticorruzione sugli affidamenti per contenere la pandemia
La Lombardia ha sostenuto una spesa totale di 392 milioni di euro Ma nessuno ha sborsato per ogni contagiato quanto la Campania
Che l'avremmo pagata cara, è stato chiaro fin dalla decisione di attivare il lockdown. Quanto, però, erano solo ipotesi. Nemmeno il tributo così alto di vite era ipotizzabile nelle prime settimane di pandemia, men che meno la spesa economica necessaria a tentare di uscirne. I CONTI LI HA fatti per tutti Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, che ha attivato un'indagine conoscitiva sugli affidamenti effettuati nel periodo di picco del fenomeno di forniture e servizi sanitari connessi al trattamento ed al contenimento dell'epidemia da Covid 19 da parte delle stazioni appaltanti operanti in ambito sanitario sull'intero territorio nazionale. Ne è uscita una fotografia molto eterogenea su come e quanto sia stato speso dalle varie regioni per far fronte all'emergenza in campo sanitario. Il primo dato certo è la spesa totale: 5,8 miliardi di euro. Non equamente divisi, come si diceva. La parte del leone del conto salato la fanno le mascherine (chirurgiche, Ffp2 e Ffp3): 3,1 miliardi di euro sono stati spesi così dalle regioni. Con variazioni lampanti: la regione che ne ha acquistate di più è la Toscana (per 212 milioni di euro), seguita dalla Campania (127 milioni), al terzo posto la Lombardia con 92. E se è abbastanza adeguato che regioni come Abruzzo, Basilicata, Umbria, Molise e Val d'Aosta insieme abbiano speso meno di sei milioni di euro, sembra meno comprensibile il dato dell'Emilia che ha speso poco più di un terzo dell'importo lombardo. Proprio l'Emilia, viceversa, è la regione che ha speso di più per tamponi, test diagnostici e reagenti: ben 32 milioni di euro, più del Veneto di cui tanto si è parlato (23,8 milioni), Piemonte (13,6) e Lazio (13,4). In questo settore, più della Toscana (10,7) ha speso la Campania (11,2). Staccata, e di molto, si trova la Lombardia con una spesa per tamponi e reagenti pari a 8,3 milioni di euro, mezzo milione in più della provincia autonoma di Trento (7,8). Una cosa va detta chiara: si sta parlando di spesa, non di numero di tamponi o test sierologici acquistati. Significa che, ed è proprio ciò che quest'indagine Anac vuole appurare, probabilmente le regioni non hanno pagato lo stesso importo per ottenere la stessa fornitura, ogni stazione appaltante ha agito da sè. Non è detto, dunque, che le regioni che hanno speso meno soldi significa automaticamente che abbiano acquistato meno dpi o tamponi, magari li hanno solo pagati meno di altre. Alcune differenze, però, sono sconcertanti. Come il capitolo dei ventilatori e dell'ossigeno terapia. Se in tutta Italia per questa voce sono stati spesi 422 milioni di euro, 245 dei quali appaltati a livello centrale dalla Protezione Civile, ben 69 sono stati spesi in Campania, più del doppio della Toscana (32), quattro volte quelli della Lombardia (17). L'indagine Anac ha messo a confronto il numero di contagiati e la relativa spesa per ciascuna regione. La Campania, ancora una volta, è la regione che fa registrare il valore più elevato di spesa rispetto al numero di contagiati: pari al 610% del valore medio della spesa regionale e pari al 270% del valore medio della spesa nazionale per contagiato. A fronte di circa 4.420 contagi (dato al 30 aprile), la Campania ha speso circa 337 milioni di euro. La Lombardia, che alla stessa data aveva circa 75.700 contagi, ha sostenuto una spesa complessiva di 392 milioni di euro. Calcolatrice alla mano, il governatore De Luca ha speso più di 76mila euro per ogni contagiato, il governatore Fontana poco più di cinquemila.SULLA BASE dei dati raccolti, Anac ha stilato anche un preziario dei principali acquisti sanitari durante la pandemia. Le mascherine chirurgiche, ad esempio, sono state pagate da un minimo di 0,40 euro ciascuna ad un massimo di 1,82 euro. Le Ffp3 hanno avuto un range ben più ampio: da 3,80 euro a 20,28, le tute protettive in alcune regioni sono state pagate 6,60 euro l'una, in altre fino a 27,90.