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22/06/2019

Acquedotto del Roia, fornitura a rischio nel cuore dell’estate in parte della Riviera

Il Secolo XIX

rete vecchia, caccia ai fondi per rinnovarla Il nodo infrastrutture nel Ponente
Cinque km di condotta disattivati a Sanremo, allestito un bypass che potrebbe non bastare per il Golfo dianese
Claudio Donzella / SANREMO Non ci sono soltanto le precarie condizioni della rete fognaria a tenere in apprensione gli amministratori sanremesi e a richiedere interventi urgenti. Lo stesso discorso vale, e va esteso a tutta la provincia, per l'asse idrico costituito dall'acquedotto Roia 1, che nel tratto della città dei fiori tra la Capitaneria di porto e Capo Verde si è stati addirittura costretti a disattivare, dopo le ripetute rotture. L'approvvigionamento è dunque garantito dalla parallela condotta, collocata in mare, del Roia 2, che però rischia di non essere sufficiente nel periodo estivo di maggior afflusso turistico. Tanto che sono prevedibili disservizi e cali di pressione, soprattutto nel comprensorio di Imperia e Diano Marina: quello che da tempo paga le maggiori conseguenza di un sistema idrico obsoleto, risalente nel suo asse principale e vitale (appunto il Roia 1) agli Anni Settanta. Di questa emergenza si è parlato anche l'altra sera nelprimo Consiglio comunale del Biancheri bis. È stato lo stesso sindaco a inserirla tra le priorità, ricordando che servono ingenti risorse e che quindi c'è il problema di «creare nel bilancio del Comune gli spazi finanziari per gli investimenti, compresi quelli per un acquedotto che risale al 1970». E su questo punto una proposta-appello, che ha anche un po' il sapore della provocazione o comunque della sfida alla minoranza a «fare davvero un'opposizione costruttiva, come continua a promettere», arriva da Mario Robaldo, capogruppo del Pd: «Mi auguro che su certi temi non ci sia uno scontro a prescindere. Ai colleghi della Lega e dei Movimento 5 Stelle chiedo dunque di mettere a disposizione i loro contatti con il governo, tramite anche ministri o altri esponenti di spicco della politica nazionale che abbiamo visto arrivare qua per le elezioni europee e comunali, ma che poi passato il voto risulta molPECORARO to difficile avvicinare, per sostenere i progetti di grandi opere pubbliche e permetterci di reperire le risorse finanziarie. Basterebbe, ad esempio, che il governo ci lasciasse per un biennio quei 15 milioni di euro annui, parte dei proventi dell'Imu, che oggi siamo costretti a girare a Roma per contribuire a quel Fondo di solidarietà con il quale vengono poi sostenuti i Comuni italiani che hanno i conti in rosso». Al momento si procede tamponando la situazione e incrociando le dita. Così, dopo le ripetute rotture in zona Tre Ponti, sono stati appunto disattivati i circa cinque chilometri di condotta idrica interrata più a rischio, tra il porto vecchio e Capo Verde . E per garantire il servizio, e in particolare l'approvvigionamento della parte di levante della provincia, è stato realizzato un bypass con il tubo del Roia 2 (collocato negli Anni Novanta sul fondale marino sottocosta, arriva proprio fino a Capo Verde, e poi confluisce nel Roia 1). Il problema, come spiegano dall'Amaie e da Rivieracqua, è che quest'unico asse idrico ora in funzione non ha problemi a reggere la portata media di 500/600 litri al secondo (da distribuire tra Sanremo e il comprensorio imperiese), ma potrebbe invece corrre seri rischi di "esplosione" quando nel periodo di maggiore consumo, appunto nel cuore dell'estate, il fabbisogno quasi raddoppia arrivano ai 900/1000 litri al secondo. Ed è appunto per evitare di raggiugere questa portata-limite che vengono preventivati disservizi e cali di pressione, soprattutto nel Dianese.

Foto: In alto, il tratto costiero di Sanremo in cui è stato disattivato il Roia 1 Qui sopra, l'ultimo guasto alla condotta ai Tre Ponti