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13/09/2018

Acque reflue, contro le sanzioni Ue utile derogare al Codice appalti

La Gazzetta Del Mezzogiorno - ALESSANDRA FLAVETTA

AMBIENTE IN PUGLIA DA METTERE A NORMA 3 IMPIANTI ENTRO IL 2023
Il commissario nazionale, Rolle, alla Camera
l ROMA. «Si allungano i tempi e si pagano più sanzioni» senza degli strumenti normativi, in deroga, che velocizzino gli interventi di trattamento o depurazione delle acque reflue in 74 centri urbani italiani (per lo più in Sicilia, Campania e Calabria e tre in Puglia), da chiudere entro il 2023, per adeguarci alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell'Ue su collettamento e sistema fognario. Lo sostiene il Commissario nazionale per la depurazione delle acque, il prof. Enrico Rolle , nel corso di una audizione in Commissione Ambiente della Camera, a due anni dalla legge 243 del 2016 che ha istituito la figura commissariale unica, rispetto ai precedenti commissari regionali. Oltre alla multa forfettaria di 25 milioni di euro, infatti, ci sono i 30 milioni per ogni semestre di ritardo previsti dalla procedura d'infrazione europea, relativa alle sentenze C-565/10 del 19 luglio 2012 e C-85/13 del 10 aprile 2014 della Corte Ue. In arrivo, però, ci sono altre due infrazioni e possibile condanna, nel qual caso, parliamo di circa mille interventi che il Commissario dovrà coordinare, che si aggiungono ai 104 agglomerati (le aree) già in capo a Rolle anche da un punto di vista gestionale, «in 22 dei quali - spiega - siamo già usciti da una situazione di non conformità. Sono stati stipulati 18 contratti per progettazione ed esecuzione dei lavori e 37 gare sono in corso, con impegni per 100 milioni, con 90 milioni nelle casse commissariali, di cui 4 già spesi». Mentre per accelerare gli altri interventi «il Commissario ha stretto accordi con Comuni e Regioni». Rolle racconta che la legge istitutiva, per un disguido, è partita a metà, monca della parte del ministero dell'Ambiente e «ora è necessario correggerla e rafforzare la governance e la struttura commissariale, con incentivi alla mobilità, una corsia preferenziale per le opere pubbliche, con una deroga al codice degli appalti sotto il controllo dell'Anac». Mentre per le procedure di Valutazione dell'impatto ambientale (Via), il professore chiede di «potersi avvalere di parte della Commissione Via nazionale, visto che le Via regionali hanno tempi per i parere che vanno dall'anno all'anno e mezzo». Senza contare che, «nelle regioni del Sud non abbiamo un servizio idrico integrato a regime e il commissario - conclude - rischia di realizzare impianti ma poi non avere nessuno a cui consegnarli». Sollecitazioni a cui il sottosegretario all'Economia, Alessio Villarosa , risponde positivamente, per «rimediare ad anni di negligenza»: «Stiamo già predisponendo - assicura in una nota - soluzioni puntuali insieme agli uffici del ministero dell'Ambiente».

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