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03/08/2021

Accuse incrociate tra Salvini e Letta il Pd diserta la festa

La Stampa - ALBERTO MATTIOLI

LA POLITICA
Scontro nella maggioranza sulla fedeltà al governo Berlusconi: "Partito unico del centrodestra per le elezioni del 2023"
INVIATO A MILANO MARITTIMA Il duetto fra Matteo Salvini e Bruno Vespa sul palco della festa leghista di Cervia diventa un trio quando si collega al telefono Silvio Berlusconi. E qui, dopo i complimenti e i saluti affettuosi all'amico Matteo, il cavaliere parla del centrodestra, che è «unico», quindi con gli alleati «non bisogna guardare a cose minori». E subito fornisce la traduzione concreta: «Non sarà un consigliere in Rai a far venire meno l'accordo nel centrodestra», però sì, «abbiamo fatto uno sgarbo a Fratelli d'Italia e speriamo di rimediare presto». Di più: Silvio promette fra gli applausi che «creeremo un partito unico del centrodestra in vista delle elezioni del 23», il che è una notizia. Tempi e modi, però, restano nebulosi: «Prima lo facciamo Silvio e io e poi ve lo raccontiamo». Restano però le differenze, perché poi Berlusconi dice chiaro e tondo di essere favorevole all'obbligo di vaccinazione mentre Salvini dice che «se vogliono vaccinare i ragazzini devono passare sui nostri corpi». Insomma, le differenze restano; la voglia di marciare separati e colpire insieme, anche. Queste corrispondenze d'amorosi sensi arrivano dopo una giornata difficile sulla linea Papeete-Nazareno, dove sono volati gli stracci, un botta e risposta fra Enrico Letta e Matteo Salvini che magari non è stato seguito con entusiasmo dalle parti di Palazzo Chigi. Battute velenosissime, e per fortuna che sono al governo insieme. Tutto nasce dall'affondo di Salvini: se Conte è «il sabotatore» del governo, Letta «gli fa il palo». Quest'ultimo non ha gradito, soprattutto il paragone malavitoso: «Linguaggio con il quale probabilmente sei abituato a parlare con i tuoi consiglieri dalla pistola facile, Adriatici a Voghera o Aronica a Licata», il riferimento è ai leghisti sparatori protagonisti delle cronache degli ultimi giorni. Repetita iuvant: le solite «fonti del Nazareno» hanno poi fatto sapere che «il Papeete evidentemente continua a dare alla testa» a Salvini, che «più volte ha sabotato Draghi e il governo». E poi, in crescendo: «A Salvini l'arrivo di agosto non fa mai benissimo» (Emanuele Fiano), «linguaggio da Far West, Salvini da mesi boicotta l'azione del governo di cui fa parte, con i suoi dirigenti che sfilano con i no vax» (Simona Malpezzi), «da Salvini falsità e toni inaccettabili» (Debora Serracchiani), «deliri fatti di frasi offensive e scomposte, il Papeete gli fa quest'effetto» (Francesco Boccia), eccetera. Intanto Alessia Morani, attesa oggi alla festa della Lega di Cervia per duettare sull'immigrazione con il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, annullava la sua partecipazione, «inopportuna» dopo le dichiarazioni di Salvini. Peccato: per la prima volta la festa prevedeva qualche dialogo accanto ai consueti monologhi. Già, Salvini. La risposta alla risposta arriva dalla spiaggia, dopo il bagno e prima di una sessione di selfie con i ragazzotti tatuati del Papeete, dove peraltro faceva un curioso effetto vedere sbucare Bruno Vespa, qui per l'intervista pubblica al segretario. Salvini, ovvio, la butta sul sarcasmo: «Vedo che Letta l'ha presa bene, evidentemente ho toccato un nervo scoperto. All'esordio del governo insieme si è messo la felpa di chi vuole mandarmi in galera, quindi oggi non può fare il permaloso». Telegrafico sul gran rifiuto di Morani: «Sopravviveremo...» (e Jacopo Morrone, il deputato di Forlì organizzatore della festa: «Speriamo che ci sia qualche altro esponente di sinistra per confrontarsi. Non vorremmo che Letta passasse da fare il palo a Conte a fare l'uomo in fuga»). Fin qui le battute. Ma segretario (intendiamo Salvini), il governo può reggere questa conflittualità permanente fra i suoi azionisti di maggioranza? «Per me il governo non rischia. Draghi non si spazientisce per le polemiche, ma se gli fanno perdere tempo. I Cinque stelle negli ultimi giorni hanno minacciato di far cadere il governo almeno tre volte. Frenano su tutto, sulle infrastrutture, sul codice degli appalti, sulla scuola». In effetti, Salvini indica sempre come priorità del governo quelle misure che fanno al M5S lo stesso effetto del panno rosso al toro. E per buona misura ci aggiunge pure la riforma del reddito di cittadinanza: «Negli ultimi giorni tutti gli imprenditori che ho incontrato mi dicono che non trovano gente da assumere. A settembre dovremo rivedere il reddito di cittadinanza». Allora ha ragione Renzi! «Già, capita perfino a lui». Ma insomma ufficialmente Salvini è ottimista sul governo, benché i suoi luogotenenti facciano notare che, con il semestre bianco, viene a mancare la minaccia di sciogliere le camere, «e questo scatenerà tutti i gruppuscoli». -

MATTEO SALVINI LEADER DELLA LEGA

Conte odia Draghi ed è un sabotatore mentre Letta, che non controlla il suo partito, gli fa da palo

Questo è il linguaggio con cui puoi parlare ai tuoi consiglieri facili di pistola di Voghera e Licata

ENRICO LETTA SEGRETARIO DEL PD

Foto: ANSA/FACEBOOK


Foto: Matteo Salvini alla festa leghista di Cervia