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05/02/2021

Accuse all’assessora «Solo diffamazioni», la parola agli avvocati

Il Tirreno - Francesca Ferri

manciano: LO SCONTRO POLITICO PRENDE LE VIE LEGALI
Francesca Ferrimanciano. Dagli attacchi politici alle carte bollate. Lo scontro tra il Pd mancianese e l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mirco Morini finisce in mano agli avvocati. Morini e l'assessora Valeria Bruni annunciano querele per diffamazione contro il Pd locale, dopo che, giorni fa, gli ex componenti del gruppo "È ora" rientrati nel Pd in un comunicato stampa diramato dal Pd avevano criticato aspramente l'ex compagna di partito Bruni, chiedendone le dimissioni. "È ora", come noto, era nato in seno al Pd, aveva poi appoggiato Morini alle elezioni del 2017, ma lo scorso aprile ha tolto l'appoggio alla maggioranza dopo che il vicesindaco Luca Pallini aveva commentato con l'emoticon di un sole che ride un video sulla canzone fascista "Faccetta nera". Dei due assessori espressi da "È ora" si era dimesso solo Giovanni Riva. Valeria Bruni è rimasta in giunta e da lì i rapporti col Pd sono precipitati.«Il comunicato stampa a firma del Pd di Manciano - dice il sindaco Morini - accusa l'assessora Bruni di amministrare solo per interessi personali e di aver tradito gli elettori che ella doveva rappresentare. Al contrario, non è che l'ultimo scellerato intervento di una certa sinistra che non ha più argomentazioni politiche e si avventura in gratuite offese personali. Tale delirante nota rappresenta una ingiustificata offesa all'amministrazione comunale che dirigo da alcuni anni ed è diffamatoria nei confronti di Bruni, poiché sono affermazioni prive di fondamento».E ancora: «Le dichiarazioni che risultano attribuibili ai membri del Pd di Manciano hanno solo natura diffamatoria e a tratti deprecabile, per nulla riconducibile all'operato dell'assessora Bruni e alla giunta in generale, improntato nei principi di trasparenza e di legalità. Azzerata ogni altra considerazione politica, inesistente per la verità nel comunicato stampa, non si comprende per quale recondito motivo Bruni dovrebbe dimettersi. Bruni gode della stima dei colleghi della giunta oltre che del sottoscritto, apprezzata per aver scelto di entrare in una lista civica che predilige non la fazione ma il bene di Manciano, eletta con un plebiscito di preferenze». Fango, insomma, secondo Morini. Ma cosa diceva il comunicato? Gli ex esponenti di "È ora" rinfacciavano a Bruni di essere «voltagabbana» e di non essersi dimessa «per conservare la poltrona e per smania personale». Denunciavano poi la «mancanza di trasparenza, i consigli comunali a porte chiuse e il tentativo di sopprimere qualsiasi critica che emerge dai cittadini». Quanto a Bruni, in particolare, reputavano «troppe» le deleghe da lei prese e, soprattutto, criticavano gli affidamenti diretti per «centinaia di migliaia di euro in maniera discrezionale sul territorio».Su questo punto Morini spende una parola in più: «Ben dovrebbero sapere questi signori che, almeno dalle leggi Bassanini, l'ordinamento comunale si caratterizza per il principio di divisione fra le funzioni di indirizzo politico amministrativo e quelle di gestione e che l'affidamento dei lavori e dei servizi costituisce una materia di competenza esclusiva degli organi di direzione. A causa della pandemia, i conseguenti decreti del presidente del consiglio dei ministri hanno consentito di seguire la linea della semplificazione nelle procedure dettate dal codice degli appalti, consentendo procedure più snelle dal punto di vista burocratico e amministrativo». «Gli strumenti della democrazia partecipativa - dice Bruni - permettono a chiunque, soprattutto a coloro che si ritengono organizzati in un partito, di confrontarsi sulle scelte amministrative nelle opportune sedi e di criticarle, senza ricorrere a una sistematica orditura di offese e diffamazioni personali. Atti denigratori che consentono di riservarmi ogni più opportuna azione legale per tutelare la mia persona». Il Comune è pronto a tutelarsi in ogni sede opportuna. E si è rivolto a un avvocato. --© RIPRODUZIONE RISERVATA