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03/02/2021

Accusa: un accordo per favorire il consorzio Daippo

Il Crotonese

PRIMOPIANO Piscina comunale, l'appalto che fece cadere la giunta
IL COMUNE AVREBBE DOVUTO INDIRE UNA GARA PUBBLICA PER AFFIDARE L'IMPIANTO CONFLITTO D'INTERESSI DELL'ASSESSORE: SUOI FAMILIARI ASSUNTI NELLA STRUTTURA
Il Giudice dell'udienza preliminare Romina Rizzo è chiamata a decidere sulla fondatezza dell'accusa illustrata nella scorsa udienza dal pubblico ministero, Alessandro Rho. In aula a fianco a lui peraltro è comparso ed è rimasto fino alla fine il procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia a testimonianza del significato del processo. La Procura chiede il rinvio a giudizio di tutti gli imputati i quali, a vario titolo, avrebbero "turbato il procedimento amministrativo che affidava in modo diretto la gestione della piscina al Consorzio Daippo", commettendo così anche un abuso d'ufficio. In particolare, il pubblico ministero ha posto l'accento su due aspetti: in primo luogo, attorno alla piscina esisteva "un mercato, sia pure ridotto" che ne avrebbe consentito una gestione proficua. Ciò avrebbe imposto all'ammini strazione comunale di indire una gara pubblica per l'af fidamento dell'impianto. In secondo luogo, sarebbe evidente, secondo gli inquirenti, l'accordo collusivo intercorso tra gli esponenti politici e i rappresentanti del Consorzio Daippo. Più precisamente, dalle intercettazioni sarebbero emerse chiaramente le intese sotto banco. E cioè una serrata trattativa clandestina diretta a influenzare le scelte dell'ente che sarebbe però iniziata in "altri incontri in tema di affidamento della piscina che avevano avuto luogo già mesi prima". Inoltre, l'as sessore Frisenda avrebbe agito in conflitto d'interes si poiché aveva dei familiari impiegati nella gestione. Stando così le cose, per il pm l'affidamento al Consorzio Daippo sarebbe la "sintesi di macroscopiche irregolarità amministrative e pericolose condotte collusive". E anche se la difesa nelle precedenti udienze ha prodotto un documento potenzialmente decisivo, e cioè la relazione di Akrea che proverebbe l'antieconomicità della gestione dell'impianto, tale atto secondo gli inquirenti sarebbe "irrilevante" perché si tratterebbe di una semplice "analisi presuntiva". La piscina sarebbe in altri termini un impianto con rilevanza economica e in quanto tale avrebbe dovuto essere affidato nel rispetto della normativa sugli appalti di servizi richiamata, come ha ricordato il pubblico ministero, anche nel nuovo regolamento comunale approvato dal commissario Costantino. Una tesi, questa, accolta dal giudice per le indagini preliminari Michele Ciociola nell'ordinanza che convinse il sindaco Ugo Pugliese a rassegnare le dimissioni e che secondo gli inquirenti è il viatico per il giudizio invocato davanti al giudice Rizzo. IMPUTATI Da sinistra, in alto: Ugo Pugliese, Giuseppe Frisenda, Salvatore De Luca, Daniele Paonessa, Emilio Ape, Giuseppe Germinara e Gianfranco De Martino ACCORDO Ai sette imputati al processo per la gestione della piscina olimpionica di Crotone (nella foto grande la situazione attuale) la Procura della repubblica contesta di aver fatto un accordo clandestino e illecito per affidare in modo temporaneo la piscina ai privati senza gara. La vicenda ha portato alle dimissioni del sindaco Pugliese