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14/03/2018

Accordo per l’utilizzo del S. Charles 300 mila euro all’anno per gli impianti

La Stampa - loredana demer

La Regione ha aderito alla proposta avanzata dal sindaco di Bordighera
Il 50 per cento della somma destinata a coprire le spese dell'utilizzo dell'ospedale Saint Charles e delle attrezzature esistenti (almeno 600 mila euro annui in totale), cifra che dovrà essere versata all'Asl dai privati che subentreranno alla gestione attuale dal prossimo anno, sarà reinvestito nell'ambito intemelio.

L'assessorato regionale alla sanità coordinato da Sonia Viale ha aderito alla proposta avanzata la scorsa settimana dal sindaco Giacomo Pallanca e ieri il direttore generale Marco Damonte Prioli ha confermato che la decisione è stata ora tradotta nelle carte.

Nonostante la privatizzazione, il St. Charles resterà in regime di convenzionamento: «Cioè l'ente pubblico continuerà a pagare affinché per l'utenza e il personale non muti nulla rispetto alle condizioni attuali», sottolinea il direttore generale. L'Asl, dunque, continuerà a versare al privato 15 milioni di euro l'anno. Ma lo stesso privato dovrà, a sua volta, pagare all'Asl 600 mila euro, come detto, per poter utilizzare la struttura e le relative attrezzature. Il bando di gara avviato la scorsa settimana dalla Stazione unica appaltante regionale per assegnare l'ospedale di Bordighera prevede che il 50 per cento di tale somma venga destinato a reinvestimenti «per l'ammodernamento della stessa struttura sanitaria e delle tecnologie», puntualizza Marco Damonte Prioli. Ma per la somma restante, 300 mila euro, non era chiaro l'utilizzo. Per timore, come già accaduto in passato, che quanto prodotto dal St. Charles fosse dirottato altrove anche a danno dei cittadini del comprensorio, l'amministrazione Pallanca ha chiesto che venisse siglato un accordo scritto fra le parti (Comune e Asl) e che tale impegno fosse poi riportato nella convenzione che l'Asl stipulerà a sua volta con la società privata che vincerà la gara d'appalto e si aggiudicherà il Saint Charles. Sulla stessa scia, l'assessorato regionale alla sanità che proprio nei giorni scorsi si è confrontato con il sindaco concordando sulla proposta.

Ieri l'esito degli incontri: «I 300 mila euro annui rimanenti - conferma Damonte Prioli - saranno reinvestiti in ambito intemelio».

I progetti finora analizzati riguardano il potenziamento del personale, migliori location per consultori, ambulatori e punti prelievi (ora collocati sia nell'ex ospedale Santo Spirito, destinato alla chiusura, e a Villa Olga) ma, soprattutto, anche alla possibilità di poter aprire, eventualmente, nuovi ambulatori nell'entroterra. La questione dovrà essere analizzata anche con le organizzazioni sindacali.

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