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30/07/2021

Accoglienza profughi, la partenza è in salita: mancano duecento posti

Corriere di Verona

Il caso
Con i nuovi requisiti calo delle «offerte» da parte delle coop
di Davide Orsato Sarà una strada in salita quella che porterà all'assegnamento dei posti per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Si tratta del bando prefettizio rinnovato, con i medesimi numeri (ma con diversi criteri) dopo che il precedente era giunto a scadenza biennale. Bando che si è chiuso lo scorso 28 giugno, dunque un mese fa. Da allora si sono susseguite voci - e i timori di alcuni sindaci della provincia di Verona - ma nulla di ufficiale. Tant'è che alla data di ieri, sul sito della Prefettura, non risultava nessuna comunicazione ufficiale. Le buste, tuttavia, sono state aperte. E ne è arrivata comunicazione alle singole cooperative che partecipano al bando, insieme a una risposta sull'avvenuta o non avvenuta ammissione. Il risultato è in linea coi «rumors». Mancano posti, soprattutto per quanto riguarda l'accoglienza «diffusa» in piccole unità abitative. Si tratta della parte più importante del bando relativa 950 posti su 1.200 richiesti. Sono anche, però, quelli più «impegnativi» e probabilmente più costosi (e meno redditizi per i gestori), alla luce anche delle nuove norme anti-Covid, che chiedono, rispetto a tre anni fa, un aumento della metratura per lo stesso numero di persone accolte. Da un lato sistemazioni più comode e meno concentramento di persone, dall'altro, naturale conseguenza, la necessità di affittare più spazi per garantire gli stessi numeri. Non sorprendentemente, la disponibilità è calata. Alla fine sono state ammesse offerte che coprono 718 posti: ne mancano, dunque 232. Parallelamente sono aumentate le offerte per le strutture più grandi, previste dalla seconda parte del bando. Sono 150 posti da suddividere in edifici fino a un massimo di 50 posti per uno. Le domande, però, ne coprono 301. Rispecchia invece pienamente i numeri previsti dal bando la terza offerta, quella per un grande centro d'accoglienza VERONA - uno solo - che possa ospitare fino a cento richiedenti asilo. Sono arrivate due offerte, una è stata respinta. L'altra è dell'hotel Monaco di via Torricelli, lo stesso che, negli ultimi anni, ha ottenuto questo tipo di appalto. Su questo versante, dunque, non cambia nulla. Solo nei prossimi giorni, ma forse la «mappa» nel dettaglio arriverà solo a settembre, si saprà anche quale sarà la «geografia» dei nuovi centri di accoglienza. Uno dei timori maggiori era quello che, in virtù proprio dell'aumento dei costi (e del fatto che, diversamente da tre anni fa, non è previsto un «tetto» per ciascun comune), le coop privilegiassero la «provincia profonda» rispetto alla città, in particolare quelle zone periferiche dove i costi degli immobili sono minori. Timori che avevano anche espresso, per bocca del sindaco di Cerea, Marco Franzoni, i primi cittadini leghisti della provincia. Su questo tema c'è stato anche un confronto ai Palazzi Scaligeri con il prefetto Donato Cafagna. C'è, infine, un ultimo nodo: quello degli sbarchi. Finora, infatti, i numeri del bando fotografavano quella che era la richiesta di alloggi sul territorio. Una «domanda» che l'emergenza Covid aveva in qualche modo calmierato. Ora, però, gli sbarchi sono ripresi, e non è escluso che, anche a Verona, ci sia l'esigenza di reperire qualche posto in più.

Foto: I numeri


Foto: ● A maggio la Prefettura ha pubblicato il nuovo bando per l'accoglienza dei richiedenti asilo


Foto: ● Confermati i 1.200 posti già previsti, ma con diversi criteri dovuti all'emergenza Covid


Foto: ● Le domande accolte coprono però solo 718 dei 950 posti per l'accoglienza nelle piccole strutture