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04/02/2020

Abuso d’ufficio e legge Severino De Luca: «Norme demenziali»

Il Mattino

«Aule allagate? Vengo a mettere il silicone Nel vecchio Palazzo un polo di formazione»
Clemy De Maio
L'ultima volta era stato nel 2014, quando da sindaco annunciò il via libera ai fondi per il completamento della Cittadella. Poi Vincenzo De Luca aveva sempre disertato. Invece questa volta all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Salerno (la prima nell'aula magna disegnata da Chipperfield) il presidente della Regione è voluto esserci. «Questo è un momento storico ha scandito nell'intervento Ne sono persino emozionato, essendo io quello che ha deciso di fare qui la cittadella giudiziaria contro un'ipotesi che l'avrebbe voluta nella zona industriale». Non esita a parlare di miracolo, riproponendo uno dei suoi cliché più abusati. In ogni caso «un lungo calvario», fatto di modifiche legislative e rescissioni contrattuali. «C'è voluto coraggio sottolinea ma ce l'abbiamo fatta e siamo soddisfatti». E infatti poco prima la presidente della Corte d'Appello, Iside Russo, aveva potuto annunciare che il trasferimento di tutti gli uffici giudiziari «è quasi completato» e che al trasloco dei giudici del secondo grado, previsto per la prossima settimana, seguirà in tempi stretti quello della Procura generale. Non è l'unico motivo di soddisfazione condiviso con il governatore, che nel complimentarsi per i risultati sui tempi dei processi penali d'appello («al di sotto della media europea, i più rapidi in tutta Italia») non rinuncia a una punta di sarcasmo: «Non si aspetti riconoscimenti dall'Italia, queste cose saranno amabilmente ignorate». Che di recente alcuni locali della cittadella si siano allagati non lo preoccupa: «Per favore lasciamo perdere le lamentosità. Se volete scherza vengo io a mettere il silicone». Piuttosto chiede sinergia per dare un futuro degno al vecchio Palazzo di giustizia, ormai quasi vuoto e di proprietà dello Stato. «Come Regione e Ateneo abbiamo già richiesto la concessione di quell'immobile annuncia per collocarvi un pezzo dell'Università (Giurisprudenza e Rettorato) e un polo di alta formazione sul diritto, di valore nazionale ed europeo».
LE EMERGENZE
Il resto del discorso è sottolineatura delle emergenze legate alla sicurezza e al funzionamento delle istituzioni, con stoccate pesanti a certa politica nazionale («abbiamo l'ignoranza al potere») e un occhio preoccupato ai rigurgiti di razzismo e antisemitismo. De Luca lancia innanzitutto l'allarme microcriminalità e propone di modificare le soglie anagrafiche di punibilità. «Credo che a 16 anni un ragazzo sia in grado di capire cosa è bene e cosa è male. Si stanno diffondendo cose pericolose che rimangono incontrollate, abbiamo un proliferare di microdelinquenza, ci sono bande giovanili fuori controllo, interi quartieri che di sera sono in mano a piccole bande. Non dobbiamo nemmeno nasconderci i problemi legati alla presenza di migranti: solidarietà e accoglienza sono valori sacri, ma dobbiamo anche dire che in alcune realtà queste presenze vanno oltre il rispetto delle regole».
LA CRITICA
Sul piano istituzionale torna invece a tuonare contro la legge Severino, «che sanziona amministratori e funzionari locali ma non i ministri e i parlamentari e, soprattutto, avvalora la mancata distinzione tra piano amministrativo e penale». Nel mirino, da tempo, ha il reato di abuso d'ufficio: «È uno degli esisti più demenziali della legislazione italiana, che non fa differenza tra un errore e un reato. Una figura talmente vaga che espone qualsiasi amministratore o dirigente a tutti i rischi. Quando si varano 200 opere in un anno, con un codice degli appalti che cambia ogni sei mesi, qualche sbavatura è inevitabile. Non so più come dire che così nessun dirigente firma più nulla, e l'Italia è paralizzata».
Infine un riferimento al concorsone, per il quale inizieranno il 10 febbraio le prove scritte: «Chiedo alla Corte d'Appello di valutare di attingere da quelle graduatorie, che rimarranno aperte per due anni. Già a marzo potrete utilizzare tutto il personale che vi serve, pagato dalla Regione per un anno di formazione».
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