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02/02/2021

Abuso d’ufficio al tennis Chiesta l’archiviazione

Il Giornale di Vicenza

LA LUNGA LITE. L'annosa questione legale legata ai campi della Piarda
Per il pm nessun reato, ma la controparte si oppone
Si fa sempre più intricata la vicenda giudiziaria, fra il penale e l'amministrativo, legata alla gestione dei campi da tennis della Piarda. Da un lato la procura ha chiesto l'archiviazione del procedimento avviato per abuso d'ufficio, ma la controparte si è opposta; dall'altro una recente sentenza di revocazione del Consiglio di Stato ha fissato dei paletti che appaiono inderogabili e che contrastano con la situazione che appassionati e sportivi si trovano davanti a due passi dal centro.La vicenda, annosa, è complessa. Dopo la battaglia per l'affidamento della gestione dell'area ex Gil, erano scattati gli accertamenti della guardia di finanza. La procura, dopo aver aperto un'inchiesta una volta ricevuto l'esposto dalla società "Ssd Premier sport team srl" di Luca Costalunga, che partecipò al bando, aveva iscritto sul registro degli indagati l'ex assessore allo sport del Comune di Vicenza Umberto Nicolai, 68 anni, residente a Caldogno, il dirigente comunale oggi in pensione Fausto Zavagnin, 67 anni, di Lugo, l'ex dipendente del municipio Diego Fontana, 66, di Vicenza, ed Enrico Bettini, 51, pure della città, legale rappresentante della società "Tennis Palladio '98" che il bando lo vinse. I quattro, assistiti dagli avv. Massimo Pecori, Marco Dal Ben e Andrea Bettini, sono accusati a vario titolo di abuso e di turbata libertà degli incanti. Nella primavera del 2017, il Comune pubblicò un bando di concorso per l'assegnazione dell'impianto ex Gil. Vi furono notevoli proteste, da più parti, per alcune clausole previste nel bando, che venne rimodulato e riproposto in luglio con alcune modifiche. Anche le allora opposizioni in Consiglio comunale, a partire dall'attuale sindaco Francesco Rucco, si lamentarono. La società "Premier sport team" presentò ricorso al Tar, e la Provincia, stazione appaltante, congelò il bando. Nel frattempo venne data una proroga alla "Tennis Palladio" per la prosecuzione dell'attività. In maggio il Tar diede ragione al Comune, che a quel punto affidò la gestione alla "Palladio". La "Premier" aveva segnalato come discriminatorie alcune clausole contenute nel bando che vedeva Zavagnin nella commissione e Fontana come responsabile unico del procedimento. Il sospetto degli inquirenti è che il Comune non abbia controllato la veridicità di quanto dichiarato da Bettini in merito al rispetto della sua società rispetto al regolamento della Federazione italiana tennis, nonostante "Premier" avesse segnalato dei dubbi. Il Comune non avrebbe poi vigilato in merito all'utilizzo degli impianti non differenziando nell'uso i soci dai non soci, omettendo di segnalare la violazione, visto che "Tennis Palladio" obbligava i fruitori a tesserarsi alla Fit. Gli indagati si sono sempre difesi, ritenendo di essersi comportati con correttezza, e ora il pubblico ministero Brunino ha chiesto l'archiviazione, ritenendo che non siano stati commessi reati. La "Premier", con l'avv. Fabio Azzolini, si è opposta: se ne discuterà in aula fra un mese.Il tema introdotto dalla società infatti, sulla scorta di quanto sostiene la giustizia amministrativa, è che la gestione di Bettini non possa essere in regola. I campi da tennis comunali devono garantire un servizio pubblico, e quindi aperto a tutti, pagando la tariffa oraria con tanto di scontrino. In realtà, "Palladio" avrebbe da un lato cercato di tesserare alla Fit tutti coloro che chiedevano di giocare; dall'altro ha sostenuto, in virtù della sua affiliazione alla Fit, che 4 campi su 6 sono a disposizione solamente dei suoi tesserati; e dall'altro ancora che invece garantisce un servizio pubblico. Per questo motivo "Premier" sollecita il Comune a controllare se tutti e sei i campi siano a disposizione di ogni cittadino. La battaglia si preannuncia ancora lunga. © RIPRODUZIONE RISERVATA