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09/07/2019

Abusivi delle case popolari Scatta il blitz, 66 denunce

Corriere del Mezzogiorno

Controlli dei carabinieri nel Brindisino, arresti per furto di acqua e gas
di Angela Balenzano Contro l'occupazione abusiva delle case popolari nel territorio di Brindisi, è scattato il blitz dei carabinieri. Sono 3.668 gli immobili controllati, 66 le persone denunciate e quattro quelle arrestate in flagranza per furto di acqua o di gas. «Lo scopo principale di tutta l'attività è stato quello di sottrarre gli immobili a chi li occupa indebitamente (tra gli abusivi c'erano anche noti pregiudicati) o se ne è arrogato il diritto, per consentire la riassegnazione a chi ne ha davvero titolo» hanno spiegano i carabinieri in una nota. I bandi di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare prevedono infatti i casi di annullamento e di decadenza che consentono il recupero degli immobili. Le persone denunciate nel corso dell'attività investigativa dovranno rispondere del reato di invasione arbitraria con conseguente occupazione di alloggio di edilizia popolare: un reato punito con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 a 1.032 euro. Gli appartamenti in cui alloggiavano saranno successivamente sgomberati e sottoposti a sequestro preventivo a cui seguirà lo sfratto esecutivo. Le quattro persone arrestate invece sono state ritenuti responsabili di furto di acqua e di gas: le prime due avrebbero creato un collegamento al contatore che consentiva l'erogazione di acqua senza che ne risultassero i consumi; con un sistema simile gli altri due avrebbero rubato forniture di gas. Ed ancora una persona è stata denunciata per falsità ideologica commessa in atto pubblico: dalle indagini è emerso che aveva ottenuto l'assegnazione di un alloggio di edilizia popolare dall'amministrazione comunale di San Michele Salentino, «dichiarando falsamente di percepire un reddito basso- spiegano gli investigatori- e che avrebbe occupato l'immobile con la moglie e la figlia». La casa in cui abitava è stata affidata in custodia giudiziale al sindaco per la successiva assegnazione a chi ne ha davvero bisogno. In caso di annullamento o decadenza, i bandi di assegnazione prevedono quindi il recupero degli immobili: l'annullamento è disposto con provvedimento del Comune competente. La decadenza - spiegano gli investigatori in una nota- viene dichiarata dall'amministrazione comunale , anche su proposta dell'ente gestore, in tutti i casi vengano rilevate violazioni (o perché l'assegnatario non abbia più i requisiti previsti per l'assegnazione) come è emerso dai recenti controlli dei carabinieri. Anche la decadenza dell'assegnazione comporta la risoluzione del contratto e il rilascio immediato dell'alloggio popolare che verrà poi assegnata ad una famiglia che ne ha davvero bisogno. 4 il numero delle persone arrestate in flagranza di reato per furto di acqua e gas. Avevano creato allacci abusivi ai contatori 3.668 È il numero degli immobili di edilizia popolare che sono stati controllati dai carabinieri nell'intero territorio brindisino

La vicenda

● Controlli a tappeto in tutto il territorio brindisino per contrastare il fenomeno degli abusivi delle case popolari. Contro chi occupa gli alloggi di edilizia popolare senza avere i requisiti ● Sono 66 le persone denunciate per invasione arbitraria e occupazione di alloggio di edilizia popolare. Un reato punito con la reclusione fino a 2 anni o con una multa da 103 a 1.032 euro.

Foto: I carabinieri hanno effettuato una capillare azione di monitoraggio e censimento delle case popolari