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20/04/2021

Aborto: femministe in piazza contro le associazioni pro-vita nei consultori

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

Il bando però è a favore della libertà di scelta MANIFESTAZIONE
■ «La piazza che oggi vorrebbe intestarsi la rappresentanza di tutte le donne, in realtà, rappresenta una minoranza ideologizzata capace solamente di protestare contro chi vorrebbe attuare politiche di sostegno alla maternità». Così la parlamentare torinese di Fratelli d'Italia, Augusta Montaruli, ha commentato il flash mob femminista andato in scena ieri in piazza Castello. Una manifestazione, organizzata dalle reti "Più194voci" e "NonUnaDiMeno", per protestare contro il bando della Regione Piemonte che permette alle associazioni pro-vita di entrare nei consultori e negli ospedali. «Luoghi - spiegano le femministe - che dovrebbero essere deputati alla promozione della libertà di scelta e di autodeterminazione, alla tutela della salute delle donne così come alle persone transessuali che necessitino di cure o assistenza» ma all'interno dei quali, secondo loro, l'ingresso delle associazioni pro-vita «significa mortificare, mettere in difficoltà, ostacolare una volta in più ogni donna che vuole interrompere la gravidanza». L'intento del bando è però l'opposto: consentendo l'accesso ai consultori a chi si batte affinché l'aborto arrivi a rappresentare davvero l'ultima spiaggia, la Regione vorrebbe applicare in maniera corretta la legge 194, favorendo una vera e propria libertà di scelta che escluda l'interruzione volontaria di gravidanza come mezzo "più facile" per risolvere problemi di natura economica o sociale. «I dati parlano chiaro - ha spiegato Montaruli - la libertà di scelta delle donne deve essere tutelata per davvero, e questo lo si può fare soltanto offrendo tutto il supporto necessario a chi sceglie di proseguire la gravidanza». Durante la manifestazione delle associazioni femministe di fronte alla Regione, una decina di ragazze vestite come nel telefilm "The Handmaid's Tales" hanno sfilato per la piazza, appendendo poi ad un filo steso decine di grucce e mazzi di prezzemolo grondanti vernice rossa come il sangue. Immancabili i cartelli con scritte come "La 194 non si tocca", "Aborto libero e sicuro", "Libere di usare il farmaco Ru486". Ma alle femministe in protesta ha risposto anche il promotore del bando, l'assessore regionale Maurizio Marrone: «Si mettano il cuore in pace - ha detto Marrone, rivolgendosi ai partecipanti al flash mob - oltre trenta centri di aiuto alla vita hanno partecipato al bando in dieci ASL piemontesi, comprese tutte quelle torinesi, e andremo fino in fondo per garantire a queste associazioni l'apertura degli sportelli di volontariato negli ospedali».