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10/07/2020

«Abbiamo rispettato le indicazione europee»

QN - Il Resto del Carlino

E alla fine arrivano le spiegazioni della Regione sul caso del bando che doveva facilitare l'arrivo di compagnie aeree per colegare le Marche con il resto d'Europa e del Paese. Ve lo proponiamo nella sua interezza per verificare come quanto evidenziato in questi giorni non sia stato per nulla percepito da chi vive nelle stanze di palazzo Raffaello. «La Regione - inizia il comunicato senza firma - ha già dimostrato in passato di saper applicare correttamente e con successo le prescrizioni dell'UE in materia di aiuti di Stato riuscendo nella difficilissima operazione del salvataggio dell'Aeroporto. Solo una lettura superficiale (grazie, ndr) o una cattiva interpretazione delle norme può considerare il bando per la concessione di aiuti all'avviamento di nuovi voli 'pieno di cavilli'. Infatti, riguardo alla sua predisposizione e pubblicazione, la Regione ha seguito la stessa via, che si è già dimostrata fruttuosa in passato, di rispettare le disposizioni europee. Per la compilazione del bando, infatti, non ci si è certo affidati a cavilli o artifici burocratici, ma è stato applicato, in maniera puntuale, quanto previsto dalla Comunicazione UE 2014/C99 in materia di aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree, come peraltro già comunicato nell'avviso di interesse pubblicato a gennaio 2020, al quale le compagnie aeree europee hanno manifestato l'interesse per l'apertura di 47 nuove rotte. Più in dettaglio, va sottolineato che le prescrizioni, ampiamente conosciute ed applicate da anni a livello europeo dalle compagnie aeree e dagli aeroporti, dichiarano incompatibili con la disciplina sugli aiuti di Stato, gli aiuti concessi a compagnie aeree per voli già operativi prima della domanda di aiuto. Sempre la stessa normativa prevede che gli aiuti non possono essere concessi per quei voli per cui le compagnie non abbiano presentato un piano industriale con prospettive di redditività anche senza il finanziamento pubblico dopo tre anni. In mancanza del piano industriale, secondo quanto previsto dalla norma, le compagnie devono impegnarsi in modo irrevocabile ad operare la rotta per un periodo almeno pari a quello per cui hanno ricevuto gli aiuti all'avviamento. Quanto previsto dalla normativa del 2014 è stato ribadito dalla Commissione UE anche nella comunicazione di approvazione della notifica dell'aiuto di Stato, che la Regione era tenuta a fare all'UE prima della pubblicazione del Bando, e che è pervenuta alla Regione il 15/06/2020, quindi in pieno periodo Covid. Nel Bando quindi, non sono stati inseriti cavilli o obblighi burocratici, ma precise prescrizioni stabilite dalla UE dal 2014 e rese contemporanee da una decisione del 15 Giugno, a cui la Regione doveva necessariamente attenersi e che Compagnie aeree ed Aeroporti devono rispettare, pena la perdita del contributo. Inoltre, dopo una consultazione legale, la Regione ha optato per la pubblicazione del bando esclusivamente in Italiano che, si ricorda, è una delle lingue ufficiali dell'unione Europea, proprio per ovviare a futuri problemi ed allungamenti dei tempi o, addirittura al blocco del bando, derivanti da eventuali ricorsi per errate interpretazioni e conseguente necessità di traduzioni giurate. Giova ricordare che il bando regionale per gli aiuti all'avvio di nuovi voli è stato uno dei primi autorizzati in Europa nel periodo Covid, a testimonianza dello sforzo della Regione per il rilancio del comparto turistico e per il quale si ha motivo di credere che la strada intrapresa sia quella giusta, in quanto, il calo del 45% dei flussi registrato a Giugno è un dato comunque sicuramente più contenuto rispetto alla maggior parte delle realtà italiane e che posiziona le Marche tra le prime regioni d'Italia per arrivi di turisti». Ecco la puntuale spiegazione tecnico-burocratica che era proprio quello che non volevamo. E comunque i solerti dirigenti che hanno spiegato quanto accaduto fanno riferimento a direttive del 2014, cioè quelle in vigore. E questo è il punto. Era un altro mondo, un mondo che non aveva vissuto la pandemia. E come sempre tutto si adegua con grande lentezza. Quindi quel bando, oggi, non può avere efficacia visto che poggia le sue linee sul passato. Semmai i dirigenti regionali dovevano percepire i rischi, avvisare la politica e semmai andare a bussare a Bruxelles per sostenere tesi che avessero davvero aiutato l'aeroporto delle Marche. Tanto per dare un'idea, altre regioni italiane hanno capito le difficoltà in cui andavano incontro e decidendo di non andare avanti con i bandi optando per altri tipi di sostegni per i loro aeroporti. E comunque alla base di tutto c'è una questione: manifestazioni d'interesse delle compagnie a gennaio e bando a giugno. Tempi biblici e inaccettabili. Alfredo Quarta