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27/11/2019

«Abbiamo fatto una promessa, va onorata»

QN - Il Giorno

LEGNANO di Valentina Rigano Le intercettazioni degli imputati nel processo «Piazza Pulita», l'inchiesta del pubblico ministero Nadia Calcaterra che ha portato all'arresto dell'ex sindaco Gianbattista Fratus, del suo vice Maurizio Cozzi e dell'assessore Chiara Lazzarini, sono nuovamente state il fulcro della scorsa udienza, tenutasi lunedì in Tribunale a Busto Arsizio. È invece ancora da fissarsi l'udienza preliminare per i sei altri indagati nel medesimo fascicolo di indagine, presumibilmente prevista per le prossime settimane. È stata la nomina nel consiglio di amministrazione di Ala della figlia di Luciano Guidi, il principale oggetto delle conversazioni intercettate e proiettate lunedì in aula dall'accusa. Guidi, anche lui indagato, secondo gli inquirenti avrebbe barattato i suoi voti ottenuto al primo turno nelle passate elezioni amministrative, con un posto per la figlia nel cda, per poi provare a passare le circa mille preferenze ottenute (difficile, infatti, che sia stato effettivamente in grado di veicolare tutti i voti ottenuti dalla sua lista) a Fratus. «Un pegno da pagare», del quale anche il sindaco e i «vertici del partito che lo hanno appoggiato» sarebbero stati «al corrente e d'accordo», avrebbe detto Chiara Lazzarini parlando con Cozzi della questione. Una frase che è stata mostrata al giudice scritta nero su bianco. Poi è tornato a parlare, in qualità di teste, il maresciallo della Polizia Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, Michele Martino che ha seguito in persona le indagini e che era già stato protagonista della prima udienza. Martino ha spiegato come sarebbe nata l'idea di sostituire con un amministratore unico pescato da un elenco blindato di candidati, il nuovo direttore generale di Amga spa dopo le dimissioni presentate da Lorenzo Fommei, anche lui indagato nell'inchiesta partita a maggio. Quel preciso bando, ha continuato il teste, sarebbe stato disegnato su misura per veicolare la nomina a una persona «gradita» agli ex amministratori. Un bando che a conti fatti poi non è mai stato evaso a seguito dell'indagine. Sempre in seno alla stessa società, ha spiegato il finanziere, vi sarebbe stato un accordo preciso anche per le nomine del consiglio di amministrazione. Durante l'udienza di lunedì sono state ascoltate anche alcune intercettazioni relative all'ultimo capo dì'imputazione emerso strada facendo e dunque quello relativo alla nomina del curatore e critico d'arte Flavio Arensi il cui bando, secondo quanto sostenuto dall'accusa, sarebbe stato "cucito" su misura. In chiusura di udienza le difese, che sarebbero ancora in attesa dei verbali della precedente, hanno ritenuto di non voler partire con il contro interrogatorio del testimone. Tutto rimandato dunque al prossimo 2dicembre si torna in aula per il proseguo del processo. Nel frattempo, Paolo Pagani, ex direttore generale Amga, Enrico Barbarese, dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune, Enrico Maria Peruzzi, ex dirigente comunale, Mirko Di Matteo, ex direttore di EuroPa, Catry Ostinelli, presidente di Amga e Luciano Guidi, attendono di conoscere il proprio destino processuale dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm solo pochi giorni fa. Il loro possibile rinvio a giudizio è ora nelle mani del Gip e verrà definito entro poche settimane. © RIPRODUZIONE RISERVATA