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06/12/2018

A VENARIA C’È LIBERTÀ DI SPESA PER IL DIRETTORE

La Repubblica - Sara Strippoli

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Una prima risposta arriverà già oggi: esistono elementi concreti per ritenere che Mario Turetta, direttore della Reggia di Venaria, abbia fatto errori gestionali in grado di confermare l'impressione che la sua possa essere stata considerata una cattiva gestione? pagina V Una prima risposta arriverà già oggi: esistono elementi concreti per ritenere che Mario Turetta, direttore della Reggia di Venaria, abbia fatto errori gestionali in grado di confermare l'impressione che la sua possa essere stata considerata una cattiva gestione? Il sindaco di Venaria Roberto Falcone (il Comune è uno dei soci) invita alla cautela e manda un messaggio: «Chiunque si trovi nella condizione di non essere sereno sul suo lavoro è libero di dimettersi». Ma sarà la prossima assemblea a decidere se l'organigramma della Reggia di Venaria è destinato a cambiare dopo lo scontro degli ultimi mesi e la relazione siglata dalla presidente della Reggia Paola Zini e dai due consiglieri Enrico Remmert e Bernardo Bortolotto. La contestazione più diretta riguarda l'assegnazione di tre cause datate 2016 e 2017 all'avvocato Musumeci per seguire l'iter del bando (ricorsi inclusi) sull'appalto per i servizi della Reggia. Una parcella di 200 mila euro sulla quale lo stesso Musumeci aveva chiesto un parere all'Ordine degli avvocati per verificare la congruità della tariffa. Dimunita a 80mila euro e in ogni caso mai pagata. Il parere dell'avvocatura della Regione sarà sulla scrivania di Antonella Parigi e di Sergio Chiamparino questa mattina.
Ma non è l'unico. Anche il Comune di Venaria e lo stesso ministero dei Beni culturali, che ha nominato Turetta, hanno commissionato una valutazione che esamini nel dettaglio le due versioni. I plichi infatti sono due e sono enbrambi ponderosi: anche Mario Turetta ha motivato e documentato le sue scelte. In questi giorni, poi, sta preparando una relazione dettagliata da presentare alla prossima assemblea dei soci che sarà convocata fra circa due settimane. La certezza è che non ci sono rilievi penali. L'articolo 9 dello Statuto della Reggia di Venaria, modificato soltanto nel 2017, attribuisce al direttore grande autonomia. Il consiglio di amministrazione, si legge «deve autorizzare le spese del direttore nel caso in cui il singolo impegno di spesa sia di valore superiore a 1 milione». Un margine di autonomia che non esenta la direzione dal seguire le procedure previste, ma che garantisce ampi margini. Un punto che avrebbe potuto essere modificato se si fosse ritenuto necessario arginare il perimetro di indipendenza del direttore.
Antonella Parigi assicura che la Regione prenderà i provvedimenti suggeriti dalla relazione dell'avvocatura e ricorda di aver chiesto un'accelerazione in modo da favorire una soluzione nei tempi più brevi possibili. Sulla querelle scoppiata ai vertici hanno commentato anche i lavoratori della Reggia.
Dopo il nuovo appalto (proprio quello seguito dall'avvocato Musumeci) che aveva prodotto una variazione di contratto con una diminuzione del loro stipendio, avevano fatto causa al Consorzio. Proprio ieri il Tribunale di Ivrea ha dato loro torto, anche se il sindacato Usb assicura di voler ricorrere alla Corte d'Appello. «La notizia di questa consulenza, se confermata.
è molto grave per cui l'Usb, a nome di tutti i lavoratori (80 persone) chiede non solo alle parti pubbliche presenti nel cda d'informarsi nel merito e di riferire prontamente».