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18/12/2019

A Matera il meglio di Pesaro e Urbino Fano corre da sola e gioca le sue carte

Corriere Adriatico

La doppia scommessa della cultura con due candidature: capitale europea e italiana
LE SFIDE
PESARO Pesaro, Urbino e Fano come un tridente calcistico. Domani i due co-capoluoghi, sotto l'egida della Provincia, sbarcano a Matera presentando, alla vigilia della cerimonia di chiusura del suo anno da Capitale europea della Cultura 2019, il logo creato ad hoc per Pesaro Urbino 2033. Fano ha invece annunciato giusto ieri la sua candidatura a Capitale italiana della Cultura 2021. Una voglia di sfoggiare il meglio delle proprie qualità e eccellenze che cade, singolare coincidenza, all'indomani di quella classifica sulla qualità della vita che ha punito il Pesarese. Ma andiamo con ordine.
La delegazione
Domani a Matera saranno presenti il presidente della Provincia Giuseppe Paolini con Matteo Ricci e Maurizio Gambini, sindaci delle città cocapoluogo Pesaro e Urbino. Alle 18.30, presso Casa Cava, verrà presentato il logo della candidatura fresco di creazione, progettato da Isia Urbino, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche. L'appuntamento di domani sarà l'occasione per offrire un assaggio del meglio della culturali del territorio. Dopo la presentazione del logo verrà eseguito Il barbiere di Siviglia smart a cura dell'Orchestra Sinfonica Rossini con i cantanti dell'Accademia Rossiniana Alberto Zedda del Rof: Francesco Tuppo, Giorgia Paci, Francesco Auriemma. Un assaggio anche letterale con la presentazione delle tre Dop: casciotta di Urbino, l'olio di Cartoceto, il prosciutto di Carpegna e, naturalmente, il tartufo di Acqualagna.
Fano non vuole essere da meno. Ieri il sindaco Massimo Seri ha annunciato la candidatura a Capitale italiana della Cultura per l'anno 2021. Fano è la seconda volta che si presenta a questo appuntamento. La prima è stata due anni fa, quando si decise di non andare fino in fondo per favorire la città di Macerata. Questa volta invece la città della Fortuna è intenzionata a giocare tutte le sue carte. Lo ha evidenziato il sindaco che ieri, insieme all'assessore alla Cultura Caterina Del Bianco e il funzionario dell'Ufficio Europa che curerà il progetto Ivan Antognozzi, ha convocato una conferenza stampa per annunciare la decisione e coinvolgere tutte le parti sociali della città. «Centrare l'obiettivo, ma anche giungere solo tra le finaliste ha detto - significa ottenere tante ricadute promozionali in favore della città, tanto più che Fano non parte da zero, ma può fare tesoro di tutte quelle risorse già poste in evidenza dal precedente progetto». Dopo la firma sulla candidatura posta il 16 dicembre scorso, c'è tempo fino al 2 marzo prossimo per presentare il dossier; il 30 aprile la Commissione renderà noto il gruppo delle città finaliste; a giugno, invece si apprenderà il risultato finale. Fano dispone di non poche chance per giocare la partita. Vanta non poche opere di ordine sociale, culturale, tecnologico, di sostenibilità ambientale che, come richiede il bando, favoriscono il traguardo finale.
Il dossier
Opere come la ristrutturazione del Pincio, della via dei ciliegi, la fontana di Vangi (solo per citare le più recenti) si inquadrano nel disegno di una ristrutturazione urbana che dimostra come Fano tenga alla qualità; il restauro della rocca malatestiana, del bastione Sangallo, della sala Morganti, l'acquisto del Teatro romano con il progetto di un nuovo polo museale dimostrano l'attenzione posta alla valorizzazione dei beni culturali; le iniziative del Laboratorio Città dei Bambini distinguono il lavoro fatto in ambito sociale; tra l'altro il Carnevale è stato identificato dall'Anci come oggetto sperimentale di applicazione di una novità riguardante i requisiti minimi nel Codice degli Appalti. La novità riguarda il rispetto di norme eco-sostenibili in fatto di uso di materiali e di organizzazione della manifestazione. Da oggi dunque si apre una sfida. Anzi, una doppia sfida.
Massimo Foghetti
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