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04/03/2019

«A Genova alla fine paga tutto Autostrade»

La Verita' - DANIELE CAPEZZONE

Il ministro Toninelli: «Demolizione e sostegno degli sfollati a carico dei Benetton. Hanno già versato»
il Danilo Toninelli, uno degli uomini simbolo M5S, è ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. È da mesi al centro di attacchi, ha sul tavolo dossier roventi, e ha accettato con fair play un'intervista a tutto campo con La Verità. Ce l'ha il giubbotto antiproiettile? «Sono nato con il giubbotto antiproiettile. Arrivo da quella bella provincia italiana in cui ci si abitua presto alle difficoltà ». Per metterla a suo agio, le (...) segue a pagina 7 Segue dalla prima pagina (...) chiedo di annunciarci due cose importanti che farete e a cui lei tiene. «La prima è quasi pronta. Riformeremo il Codice degli appalti, con tanto di norme sbioccacantieri per velocizzare e semplificare gli appalti. E nomineremo commissari straordinari: cominceremo con un commissario per la viabilità locale in Sicilia, dove ci sono centinaia di chilometri di strade provinciali dissestate. E poi ci sarà una legge delega per il riordino di tutta la materia». Secondo annuncio? «Stessa procedura per la riforma del Codice della strada. Subito norme di grande impatto: inasprimento delle pene per chi guida e parla al cellulare o chatta, e disposizioni sui trasporti per cui cose e materiali divisibili devono essere trasportati - appunto - divisi. E poi anche qui una legge delega per la revisione complessiva». Dice Di Maio che! media ce l'hanno con lei da quando ha attaccato la società Autostrade... Le sembra una spiegazione convincente? «Premessa: errori se ne fanno. E ho una certezza: ne farò altri. Ma dagli errori si migliora, si impara. Detto questo, rivendico di aver iniziato a cancellare gli squilibri enormi che esistevano a favore dei concessionari. Da quando mi sono mosso :n quella direzione, è iniziato il linciaggio contro di me. Chiunque avesse iniziato quest'opera coraggiosa, sarebbe stato aggredito da un sistema che, anche insieme a una certa politica, aveva costituito un comitato d'affari». Dice Grillo (è una battuta in un suo spettacolo, ma lei sa che nelle battute si nascondono grandi verità) che forse non siete all'altezza, che siete arrivati al governo impreparati... «Quando è iniziata a Genova la demolizione dei resti del ponte Morandi, ho pranzato con Beppe. La prima cosa che mi ha detto è stata: "State andando alla grande, avete già fatto molte delle cose che avevamo messo nel programma". Credo a quello che mi viene detto quando guardo qualcuno negli occhi, non a ciò che viene riportato». Ma lei che voto si dà? «Io non posso darmi voti. Però sto facendo quello che nessuno aveva fatto prima: riequilibrare l'interesse pubblico ccn i legittimi interessi privati. Finora c'era squilibrio a beneficio di quei concessionari, con tanto di finanziamenti a partiti o collaborazioni politiche.. Ha giocato per anni all'attacco degli avversari. Come si sente a parti invertite? Ora è lei nel mirino. «Eh no, c'è una bella differenza. Io attaccavo i contenuti, non le persone. Ora invece, non potendo accusare ciò che faccio, mi attaccano personalmente». Cosa non rifarebbe? I selfie in spiaggia, il sorriso con il volpone Vespa davanti al plastico del Ponte Morandi? «Ma se davvero si giudica l'azione di un ministro sulla base di una foto innocente, o di un sorriso mentre qualcuno mi faceva una battuta, siamo al fallimento di certa informazione...». Lei e M5S siete percepiti come quelli che dicono «no» a troppe cose. Sbagliano gli elettori a vederyi così? «È un'etichetta fastidiosa in quanto falsa. Potrei dire che su io provvedimenti approvati su iniziativa governativa, 8 hanno il marchio M5S. Quanto a me, mi hanno buttato addosso la narrazione del "blocco": ma l'unico dossier sospeso, tra centinaia, t quello della Tav. Ma badi bene era già in ritardo con la gestione precedente, di chi la voleva portare avanti...». Non rischiate di confondere la giusta incazzatura degli elettori verso i vecchi partiti (che c'è ancora) con una voglia (che invece non c'è) di frenare? «Non riesco a trovare l'argomento su cui noi staremmo frenando. Se non la Tav, appunto. Su tutto il resto, andiamo come treni». Proprio sicuro? «Allora: mi addebitano (anche organizzazioni imprendi- j toriali polenti) di essere quello che sta bloccando cantieri, j Sento girare numeri: 600 can- 1 tieri... Ecco, vorrei dire che la 1 stragrande maggioranza di 1 quei cantieri sono regionali e 1 comunali. E notoriamente m non è il \l5.s a governare le fi Regioni ». Ma sarebbe pronto a ipotizzare un potere sostitutivo statale in caso di inerzia regionale? «Assolutamente sì. Le dicevo della nomina di commissari. Siamo pronti a farlo ovunque necessario». Genova, Ponte Morandi. Che tempi ci sono? «Intanto mi faccia dire che è la prima grande opera - purtroppo dopo una tragedia - portata avanti da questo governo, e intendiamo far vedere la differenza rispetto alle gestioni precedenti. Abbiamo previsto un contratto unico con imprese pubbliche e private, e forti penali giornaliere nel caso in cui i tempi non siano rispettati. Ma, trattandosi di imprese importanti, sono convinto che siano in grado di rispettarli: termine dei lavori entro fine 2019, inaugurazione ad aprile 2020. Ma le do una notizia». La ascolto. «Autostrade, oltre a non ricostruire (e ci mancava pure che fossero loro a farlo), ha già bonificato i soldi dovuti per gli sfollati e per la demolizione. Abbiamo fatto pagare Autostrade». Intervistato dalla Verità, il governatore Giovanni Tofci ha detto: «Ho sempre riconosciuto al ministra Toninelli onestà e attenzione. Certo, c'è un problema: un quid ideologico, trovare sempre il nemico, l'errore, l'inciucio...». «Toti è vecchia po litica, e in quanto tale è negativo. Ha fatto politica su Genova, nonostante che il governo sia stato da subito al fianco suo, dei genovesi, dei liguri. Fa critiche pretestuose. Ma io vado oltre. Per noi e per me, come govern a t 0 r e , continuerà a essere un interlocutore istituzionale». Tav. La accusano di aver voluto un comitato per l'analisi costibenefici i cui membri avevano quasi tutti un'opinione contraria precostituita. «Si tratta di tecnici con profili di livello internazionale. E io li ho incontrati solo due volte: per sapere lo stato di avanzamento del loro lavoro, e per l'illustrazione finale. Non ho mai indirizzato. Volevo solo verificare al meglio l'uso del denaro pubblico». Dice Tria che l'opera va fatta. «Tria non era al tavolo per il contratto di governo, al quale tutti, e anche lui e io, dobbiamo attenerci». Quando deciderete? «A breve. Nonostante punti di vista molto differenti tra noi e la Lega, ci sarà una decisione». Conferma o smentisce l'ipotesi di un progetto ridimensionato, che a quel punto potrebbe avere semaforo verde? «Non esiste a oggi alcun progetto ridimensionato. Al tavolo si troverà una soluzione». Perché i consiglieri regionali M5S sono contrari a un referendum consultivo in Piemonte? Dare la parola agli elettori non è nel vostro dna? «Ovviamente non rispondo per loro. Ma se si facesse una consultazione, trattandosi di contributi di tutti gli italiani, dovrebbe essere nazionale, non regionale». Sinceramente, se lei fosse un investitore straniero, davanti a un'Italia che smentisse gli accordi passati, si sentirebbe incoraggiato a nuovi investimenti qui? «Non si può prendere la Tav come se fosse tutto iì piano di investimento strutturale in Italia. Quanto agli investitori esteri, dico una cosa: loro vogliono chiarezza di norme. Ecco, stiamo operando in questa direzione, per semplificare. E sarà un bel vantaggio per loro». Torniamo al codice degli appalti. Delrio ha lasciato un disastro: maglie troppo strette, roba da far impazzire anche chi agisce nella legalità. Però pure voi eravate fan di regole restrittive. «Noi non votammo a favore del testo Delrio: lo definimmo contorto, contraddittorio, difficile da interpretare. E infatti ha creato una situazione in cui nessuno firmava nulla. Noi abbiamo agito in due modi: con la legge spazzacorrotti, abbiamo stretto le maglie sulla corruzione; ora, forti di questo buon ombrello, possiamo allargarle in termini di semplificazione e snellimento». Cosa risponde a chi vi accusa di aver cambiato idea dopo il no all'autorizzazione su Salvini? «La cosa mi riguarda direttamente: tra l'altro il problema è sorto negli stessi giorni drammatici del Ponte Morandi. La domanda da porsi è: Salvini ha commesso atti di corruzione o ha agito per portare avanti l'azione di governo? E ancora: davanti a un'azione di governo condivisa, e in considerazione del fatto che il problema dei barconi (sia pure in misura minore) potrà riproporsi, come potevamo non essere coesi?». La Lega vi sta cannibalizzando? Facciamo uno scenario. Dopo Abruzzo e Sardegna, pure le Europee vanno in un certo modo: Lega sopra il 30, voi molto staccati. Che succede? «Le Europee andranno meglio per noi. Ciò detto, non ho mai agito solo per il consenso. Penso al medio-lungo termine, e senza neanche immaginare che tra 3-5 anni qualcuno mi dica: "Bravo Toninelli". Per questo dico: siamo maratoneti, non centometristi. I benefici delle nostre misure (per le imprese e per chi è in difficoltà, con il reddito di cittadinanza) si vedranno nel tempo». Ma è vero che Roberto Fico lavora per congiungervi a Pd e sinistra? «Questo sarebbe un classico ragionamento da vecchia politica: lontanissimo da noi e da un grande amico come Roberto». Ripeto in conclusione la domanda di Grillo, a mo' di controprova. Siete arrivati pronti alla prova del governo? «Assolutamente sì. Siamo una forza nuova e in evoluzione. E me lo lasci dire: fare peggio di quelli di prima sarebbe difficilissimo».

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Foto: INFRASTRUTTURE II ministro Danilo Toninelli


Foto: PENTASTELLATO Danilo Toninelli [Ansa]