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08/09/2020

A Conte la fiducia di Renzi

Il Tempo - PIERPAOLO LA ROSA

SÌ AL DECRETO SEMPLIFICAZIONE Il governo strappa l'ennesimo via libera della maggioranza senza discutere e ottiene anche l'approvazione di Italia Viva
L'exsegretario del Pd rivendica le norme: «L'okal nostro piano è un fatto politico importante» L'opposizione «Provvedimentoideologico chenonservirà afarripartire l'economiaitaliana»
••• Con 157 sì, 82 contrari ed un astenuto, l'emiciclo di palazzo Madama ha dato il via libera al maxiemendamento al decreto Semplificazioni, su cui l'esecutivo aveva posto la fiducia. Nessuna fibrillazione stavoltaperla maggioranza, al contrario di quanto accaduto qualche giorno fa alla Camera con la tormentata - quella sì fiducia al decreto Covid. Soddisfazione da parte del ministro per la Pubblica amministrazione:«Unprovvedimento cherappresentaunbuonpun- to di partenza sulla lunga strada della semplificazione», afferma su Facebook Fabiana Dadone. «Siamo intervenuti osserva - in tutti i settori chiavedellaripresa,consnellimenti sul fronte delle procedure di edilizia finalizzate alla rigenerazione urbana, modificando la burocrazia per garee appalti, rendendo più rapidi gli iter per opere ambientali, per incentivareleenergierinnovabili e, più in generale, la green economy.Naturalmente.ilnostro sforzo di semplificazione nonsiesauriscecertoconquesto provvedimento». Per il responsabile per i Rapporti con il Parlamento, FedericoD'Incà,siamo in presenza di «uno dei testi più complessi e ambiziosi messi in cantiere dal governo». «Per Italia viva è un giorno di festa: votare il nostro piano Shock, chiamato decreto Semplificazioni, è un fatto politico importante», esulta Matteo Renzi che aggiunge: «È un passo avanti per il Paese, anche se c'è molto da fare». Le opposizioni, dal canto loro, non la pensano allo stesso modo. Toni duri dalla Lega: secondo la senatrice SimonaPergreffi,«ilgovernodoveva fare di più e meglio, inveceè statapersa l'ennesima occasione. In questo decreto sottolinea la parlamentare - si vede la mano dei Cinque stelle,dellamancanzadiesperienza di chi non ha mai messo piedeinunConsigliocomunale e in una Giunta. Infatti hanno detto no alla moratoria sul Codice degli appalti, no a normecerte,lungimiranti,strutturali e di largo respiro senza garantire certezze sulla programmazione». Il senatore di Forza Italia, Nazario Pagano, vagiùduroeparladi«unprovvedimentoideologicochenon servirà a rimettere in moto la nostra economia. Siamo molto delusi perché si è sprecata l'ennesima occasione». Undici, poi, le norme stralciate, secondo quanto richiesto dalla Ragioneria generale dello Stato. E' il caso dell'intervento, già approvato in commissione, che consentiva anche ai docentiuniversitariedairicercatori di poter svolgere attività di consulenza senza la spada di Damocle di interpretazioni divergenti delle varie Corti dei conti regionali. Lo segnala, in un documento, «Lettera150», il think tank che riunisce circa 250 accademici di diverse discipline. «Uno schiaffo ai professoriuniversitarieairicercatori, il governo l'ha data vinta alle lobbies», accusa «Lettera150»,secondocui«l'Italiaresta l'unico Paese europeo che mettelacci e lacciuoli agli universitari. Il governo ha dimostrato che la valorizzazione delle competenze sta solo nellaretoricadiunamediocrepolitica». C'è, inoltre, l'ironia di Matteo Salvini sulla cancellazione dal provvedimento dellamisurachepermetteva, nella provincia autonoma di Bolzano, di esercitare e iscriversi agliordiniprofessionalisanitari anche senza conoscere l'italiano. «Sufficienza di conoscenza del tedesco per i medici in provincia di Bolzano? Bocciato», attacca l'ex ministro dell'Interno che prosegue: «Fallisce la trama del Pd, disposto a forzare le regole pur di avere l'appoggio dell'Svp. Oggi vince il buonsenso, nel sacro rispetto dell'autonomia e della logica, perdono i giochini di palazzo». Intanto, è corsa contro il tempo:iltestodeveessereconvertito in legge entro il 14 settembre, pena la decadenza, tanto che la prossima settimana l'Aula di Montecitorio darà il via libera definitivo a misure ovviamente blindate, senza avere la possibilità di esaminarle e cambiarle.

Foto: Ministro La responsabile della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, esponente del M5S