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17/06/2020

4. I PROGETTI E LE INIZIATIVE PROPOSTE / 3

Il Sole 24 Ore - Supplemento

4.4 Pubblica Amministrazione, alleata di cittadini e imprese La Pubblica Amministrazione (PA) soffre da tempo di una situazione di inefficienza, soprattutto al confronto con gli altri paesi europei. Ciò, in primo luogo, a causa di una cultura che privilegia le procedure rispetto ai risultati e contribuisce ad un rallentamento dell'azione amministrativa e a una qualità dei servizi al di sotto dei migliori standard internazionali. Inoltre, la PAfa un uso ancora limitato di strumenti digitali e si ritrova con una forza lavoro più anziana (l'età media dei dipendenti è la più alta dei paesi OCSE), meno istruita rispetto alla media europea e sbilanciata verso le competenze giuridiche. Infine, le strutture soffrono di una limitata capacità di rinnovamento di competenze anche a causa di una spesa in formazione estremamente ridotta e di una scarsa valorizzazione di merito e competenze. Tutto ciò influenza negativamente il rapporto di fiducia con i cittadini e con le imprese percepiscono la PA come scarsamente efficace ed efficiente. Per questo la PA ha l'imperativo di trasformarsi per essere finalmente vista come un vero alleato. Tale trasformazione non è più rinviabile ed è ora possibile anche grazie alla disponibilità di ingenti risorse economiche provenienti dall'Unione Europea, da investire in interventi di modernizzazione nel prossimo quadriennio. L'obiettivo ultimo è rendere le amministrazioni pubbliche forti, competenti e motivate, dotate di un capitale umano di alta qualità per poter indirizzare al meglio tanto le misure emergenziali quanto le politiche orientate al futuro. Vicine ai cittadini, alla società civile e alle imprese, capaci di raccoglierne i bisogni e le domande traducendole in azioni semplificate, veloci, comprensibili e trasparenti. Con queste premesse, le iniziative identificate dal Comitato riguardano quattro macro aree: • Una sostanziale semplificazione e velocizzazione delle procedure, attraverso irò spettro ampio di interventi che includono: il superamento della burocrazia difensiva (in particolare riformando la normativa sulla responsabilità dei funzionari pubblici per danno erariale in casi differenti dal dolo), la revisione del codice degli appalti per allinearlo agli standard europei, la riaffermazione dei processi di autocertificazione (ampliandone gli ambiti di applicabilità) e di silenzio-assenso, la promozione dell'e-Procurement a tutti i livelli come mezzo per velocizzare e al tempo stesso aumentare l'efficacia dei processi di acquisto di beni e servizi. 5 • Una forte accelerazione della trasformazione digitale come strumento fondamentale per modificare radicalmente processi, comportamenti e relazioni con cittadini e imprese, agendo tramite: l'esecuzione di un piano ad hoc (gestito da un unico Ministero) per affiancare e agevolare la trasformazione di tutte le amministrazioni incluse quelle locali, il finanziamento tempestivo della migrazione al cloud per conseguire rilevante risparmio di risorse, maggiore sicurezza, coerenza e interoperabilità delle banche dati, il rafforzamento significativo della cyberdifesa tramite il forte incremento di risorse umane qualificate e investimenti su infrastrutture e dotazioni tecnologiche degli organismi preposti, lo sviluppo di processi di procurement ad hoc per prodotti e servizi ICT, che necessitano di competenze e modalità operative specifiche. • Un deciso investimento nel capitale umano della PA, favorendo il ricambio generazionale e un utilizzo mirato e tempestivo delle risorse umane disponibili e di quelle nuove, agendo contemporaneamente sulle leve della selezione e della formazione continua nonché sui modelli di lavoro (ad es. smart working) e la valorizzazione dei dipendenti più meritevoli. • Un investimento significativo sulla digitalizzazione della sanità pubblica, avviando ina revisione organica dei processi sanitari e delle normative relative per permettere lo sviluppo di una piattaforma pubblica che integri telemedicina, homecare e nuove tecnologie di acquisizione dei dati sanitari. Il Comitato è conscio che i temi della trasformazione della PA spaziano oltre gli interventi sopra identificati e toccano elementi di riforma legati alla sua governance e al suo mandato. La struttura delle missioni perseguite dalle amministrazioni pubbliche va ripensata in questa ottica. Inoltre, la cultura della valutazione ex-ante ed ex-post delle politiche pubbliche deve diventare centrale nei processi decisionali, sia nell'ambito del processo legislativo, sia nelle singole amministrazioni. Un'attenzione particolare va posta alla programmazione, gestione e valutazione delle politiche finanziate con fondi europei, i quali assumeranno un ruolo ancora più centrale nei prossimi anni. Andranno infine potenziati la raccolta e l'utilizzo dei dati statistici e amministrativi, anche ai fini delle suddette valutazioni della politiche, rivedendo l'attuale normativa per renderne più agevole l'accesso per fini di ricerca. XIV. Accelerare la digitalizzazione di tutta la PA 64. Piano Digitalizzazione PA. Incentivare, affiancare e supportare tutte le amministrazioni, anche locali, nel processo di trasformazione digitale, dotando il Ministero dell'Innovazione di risorse umane e finanziarie consistenti per promuovere la migrazione e l'uso generalizzato di PagoPa, app "IO", S P I D o C I E . 65. Progetto Cloud PA. Lanciare e finanziare il piano di migrazione al cloud per garantire rilevante risparmio di risorse, maggiore sicurezza, coerenza e interoperabilità delle banche dati i. Sviluppare e lanciare la strategia architetturale ICT della PA ii. Redigere un piano dì migrazione e assegnare il relativo budget di progetto pluriennale iii. Migrare in cloud i servizi essenziali della PA centrale al Polo Strategico Nazionale (PSN) e incentivare la migrazione (a carico del centro) di quelli della PA locale (entro breve, ad es. 3 anni) iv. Mettere in sicurezza e razionalizzare i data center rimanenti non in cloud e/o trasferire i servizi non essenziali in cloud pubblico (Cloud Service Provider su territorio nazionale, controllato da società a maggioranza italiana) v. Rendere obbligatori meccanismi di interoperabilità delle banche dati della PA. 66. Rafforzamento cyberdifesa Dotare l'Italia di un sistema di cyberdifesa di eccellenza, per potenziare in misura significativa la capacità di prevenzione, monitoraggio, difesa e risposta, in linea con i migliori standard intemazionali i. Prevedere un forte incremento di risorse umane qualificate e investimenti su infrastrutture e dotazioni tecnologiche degli organismi preposti (comparto intelligence, Polizia postale e delle comunicazioni, Difesa, principalmente) ii. Creare un regime personale speciale per i tecnici specializzati all'interno delle amministrazioni per permettere maggiore, rapidità ed efficacia di reclutamento di risorse scarse sul mercato e altamente contese. 67. Piano Competenze Procurement ICT. Trasformare le modalità di acquisto dei servizi ICT della PA, attraverso una nuova un'unità dedicata di procurement di servizi ICT e lo sviluppo dì processi ad-hoc di procurement per prodotti e servìzi digitali (ad es. cloud). Nello specifico: i. Lanciare unità dedicata (in Consip o in Ministero per l'Innovazione) per poter gestire acquisti e forniture in modi e tempi coerenti con lo sviluppo rapido della categoria ii. Creare Centro di competenza ICT per definire le specifiche tecniche delle forniture IT e monitorare andamenti di mercato iii. Formare buyer ICT on competenze adeguate sia su elementi tecnico-qualitativi, sia su gestione fornitori e performance contrattuale. XV. Rafforzare e valorizzare il capitate umano della P.A 68. Piano Risorse Umane PA. Trasformare le modalità di reclutamento del personale PA in entrata nei prossimi anni, gestendo volumi e specifiche competenze in chiave strategica e dinamica rispetto ai fabbisogni, per focalizzare il reclutamento sulle esigenze emergenti (ad es. competenze digitali, tecniche e di processo) anche attraverso la creazione di un'unità dedicata per il reclutamento del personale dello Stato che, salvaguardando settori già regolamentati (diplomazia, carriera prefettìzia, etc.), abbia le seguenti funzioni: i. Mappatura fabbisogno dì competenze per ogni amministrazione sulla base di richieste e bisogni espressi e trend attesi e coordinamento politiche di assunzione ii. Razionalizzazione delle prove preselettive generiche a favore di un focus sulle competenze più competitive e su modalità di test più specifiche sulle competenze ricercate iii. Differenziare i bandi evitando la prevalenza dei profili giuridico-amministrativi. Migliorare l'efficienza nella gestione dei concorsi pubblici di grande portata e la definizione delle prove dei concorsi. 69. Formazione continua PA. Formulare un nuovo piano di formazione per la PA, e ricfisegnare i processi di formazione dei dipendenti pubblici ripristinando misure minime di investimento in formazione per ogni ente. Richiedere la formulazione di piani di formazione dettagliati per unità e modernizzare le modalità di formative, attraverso l'adozione di piattaforme di e-learning PA da condividere nazionalmente. 70. Revisione modelli di lavoro. Rivedere le modalità di lavoro, attraverso la diffusione dello smart working nella pubblica amministrazione, introducendo sistemi organizzativi, piattaforme tecnologiche e un codice etico che consentano di sfruttare le potenzialità in termini di riduzione dei costi e miglioramento di produttività e benessere collettivo, tenendo conto anche delle differenze di genere e di età. 71. Rafforzare la formazione del middle-management pubblico i. Identificare nelle diverse amministrazioni le figure di middle management più suscettibili di beneficiare di interventi formativi di tipo manageriale ii. Avviare iniziative formative mirate al middle management della PA, introducendo incentivi anche non monetari (incarichi, autonomia decisionale, iniziative strutturate di mentoring e coaching). 72. PA Verde. Predisporre una direttiva alle pubbliche amministrazioni per migliorare la gestione delle risorse, del patrimonio e del personale nella direzione indicata dall'Agenda 2030, al fine di inserire nella programmazione strategica e nella pianificazione operativa obiettivi e azioni concrete nella direzione della sostenibilità. CVI. Investire sull'ammodernamento digitale della sanità pubblica 73. Piano di digitai health nazionale. Sviluppare un Ecosistema Digitale Salute a livello nazionale, che connetta tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, per permettere una cura integrata a casa, presso strutture sanitarie pubbliche/private e in ospedale, attraverso personalizzazione, monitoraggio ed interventi più efficienti. 74. Monitoraggio sanitario nazionale i. Sviluppare - a supporto del piano di digitai health - una strategia e architettura di gestione dei dati sanitari a livello nazionale, garantendo la disponibilità di dati omogenei, di buona qualità e in tempo reale per scopi di monitoraggio non individualizzato ii. Dotarsi di adeguate capacità di elaborazione e di sintesi, anche al fine di identificare nuovi focolai di contagio o altri fenomeni di rilevo nazionale iii. Creare un sistema di "early warning" basato sull'infrastruttura di Tessera Sanitaria (che già collega in tempo reale tutti gli operatori sanitari italiani) integrata con le infrastrutture delle altre amministrazioni. 4.5 Istruzione, Ricerca e Competenze, fattori chiave per lo sviluppo La crisi Covid-19 sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca del Paese, che ne incrementino la resilienza nel breve e lo mettano in grado di essere nel medio termine un abilitatore di sviluppo inclusivo per le nuove generazioni. D'altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l'Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Per questo, il Comitato riconosce l'importanza di un percorso di riforma complessivo di tutto il comparto "istruzione e ricerca", che presenta sfide specifiche e complesse per ognuna delle sue componenti. Per quanto riguarda la scuola, il problema principale è legato alle profonde differenze di qualità fra livelli di istruzione, percorsi formativi e aree territoriali. Già a 15 anni i nostri studenti mostrano livelli di apprendimento sistematicamente inferiori a quelli della media dei Paesi OCSE. L'indagine PISA 2018 mostra che i divari tra gli studenti dei licei e quelli degli istituti professionali non solo sono estremamente ampi, ma si sono ulteriormente dilatati nell'ultimo triennio. In aggiunta, i divari territoriali sono molti profondi, con il Sud e le Isole che presentano livelli di competenze del tutto inadeguati. Queste differenze creano problemi di equità e rendono inefficienti misure di carattere generale. Per quanto riguarda l'università, la criticità di fondo è legata in primo luogo al basso tasso di laureati, anche dovuto alla debolezza di un canale terziario professionalizzante. Inoltre, la debolezza del sistema della ricerca pubblica appare dovuta non solo a un problema di risorse inadeguate ma anche all'inefficacia della sua governance. La mancanza di investimenti certi e regolari rappresenta un'ovvia fragilità, aggravata da uno scarso livello di compartecipazione pubblico-privato. Per quanto concerne la governance, le regole attuali si discostano molto dai benchmark internazionali in materia di reclutamento, valutazione delle carriere, organizzazione, avviamento alla ricerca. È quindi indispensabile intervenire su queste dimensioni oltre che sulle risorse economiche. Il Comitato ha sviluppato proposte che possono essere attuate in tempi brevi e a costi relativamente contenuti ma che al contempo possono rapidamente innescare un mutamento più ampio e profondo con i seguenti obiettivi: • Forte contrasto alle disuguaglianze socio-economiche nell'accesso all'istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da un deciso superamento degli squilibri di genere. • Cambiamento di alcune caratteristiche strutturali del sistema universitario italiano, al fine di aumentare il numero di laureati che si inseriscono nel mondo del lavoro, l'offerta formativa interdisciplinare e la competitività internazionale della ricerca italiana. • Adeguamento del dottorato di ricerca ai migliori standard internazionali, con particolare attenzione al miglioramento del percorso formativo, non esclusivamente mirato alla carriera accademica ma anche all'inserimento di competenze elevate nel mondo delle imprese e delle professioni. • Rafforzamento e istituzionalizzazione della cooperazione fra università, enti di ricerca e imprese per la produzione di ricerca orientata all'innovazione, mediante la creazione di "Istituti Marconi per la ricerca avanzata" sul modello Fraunhofer, che offrano consulenza e opportunità di apprendimento alle imprese. • Deciso incremento della digitalizzazione del comparto Scuola e Università e adozione d tecnologie, modalità di orientamento e sistemi di insegnamento aggiornati, con sostanziale rinnovamento dei programmi scolastici e della valutazione su scala nazionale delle scuole. Il primo ambito di raccomandazioni riguarda la modernizzazione dei sistemi di istruzione e di ricerca, finalizzata all'adeguamento agli standard europei e internazionali e, più in generale, al miglioramento dell'efficienza. Il raggiungimento di questo obiettivo si potrà conseguire attraverso l'impegno congiunto sulla modernizzazione del sistema di ricerca (con azioni relative alla gestione fondi, ai curriculum formativi e ai contratti dei dottorati), sulla creazione di poli di eccellenza differenziando le università al loro interno, sul supporto alla mobilità dei ricercatori per arricchirne la carriera scientifica, sulla spinta alla formazione di nuove competenze (ad es. STEM, digitali) per l'istruzione superiore e sul lancio - in collaborazione con il settore privato - di un piano di upskilling del corpo insegnante e di potenziamento delle strutture educative. La seconda area di interventi riguarda il miglioramento delle capacità di inclusione dei sistemi di istruzione al fine di aumentarne l'equità e di contrastare le disuguaglianze di classe, di genere, etniche e territoriali. In tale ambito il Comitato propone: la creazione di un fondo speciale di "diritto alle competenze" per gli studenti universitari (ad esempio, misure di sostegno economico per le famiglie a reddito medio-basso e l'introduzione di un bando unico nazionale con vincolo di erogazione anticipata delle borse), l'introduzione di un programma sperimentale dì orientamento per ogni fase dell'istruzione superiore, e l'introduzione di cambiamenti per rafforzare l'inclusione di studenti con disabilità. Il terzo gruppo di proposte ha come obiettivo il superamento del mismatch fra l'offerta di competenze prodotte dal sistema formativo e la domanda del tessuto socio-economico, attraverso il rafforzamento dell'istruzione terziaria professionalizzante - comunicando gli ottimi esiti occupazionali degli ITS e incentivando alcune università a specializzarsi in "lauree professionalizzanti" - e il lancio di una piattaforma di formazione al lavoro digitale education-toemployment per colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, e il rafforzamento della formazione continua per gli ordini professionali. La quarta e ultima area di intervento riguarda il rafforzamento delle attività di ricerca e innovazione, volto a ridurre la distanza tra domanda e offerta di conoscenze, da perseguirsi mediante un'innovazione del dottorato di ricerca mirata a formare profili più specialistici e coerenti con le esigenze del mercato del lavoro (" applied PhD"), il supporto alla creazione di iniziative di ricerca congiunte pubblico-privato e l'identificazione di un'agenda di temi chiave ( grand challenges) attorno a cui coagulare i progetti di cooperazione tra università e imprese. pura, ricerca applicata e terza missione, partecipazione a network internazionali, contributo allo sviluppo territoriale, etc ii. Incentivazione da parte delle grandi università multidisciplinari a ciascuna delle loro strutture interne a specializzarsi in alcune di queste funzioni iii. Premio solo a quelle strutture (o atenei, se piccoli) che raggiungono risultati eccellenti nelle funzioni prescelte iv. Creazione di poli di eccellenza scientifica competitivi a livello internazionale , favorendo la differenziazione interna a ciascun ateneo multidisciplinare e contribuendo a superare la frammentazione della migliore ricerca fra le università italiane. 77. Supporto ai ricercatori. Incentivare la mobilità, l'attrazione e il bilanciamento di genere dei ricercatori agendo su: i. Incentivazione fiscale per mobilità ricercatori verso sedi disagiate ii. Sviluppo percorsi di carriera maggiormente competitivi (sostituzione degli attuali assegni di ricerca con contratti post doc in linea con standard europeo, definizione di percorsi dedicati per vincitori di grani di ricerca prestigiosi che svolgano il loro progetto in Italia) iii. Incentivi alla mobilità familiare e incentivi fiscali per favorire il bilanciamento di genere. 78. Spinta alla formazione su nuove competenze. Lanciare un programma didattico sperimentale per colmare gap di competenze e skill critiche (capacità digitali, STEM, problem-solving, capacità finanziarie di base) i. Disegno di percorsi di formazione digitali e/o blended dedicati agli insegnanti ii. Realizzazione dei percorsi didattici progettati iii. Monitoraggio, valutazione e adeguamento in funzione degli esiti. 79. Partnership per upskilling. Predisporre e lanciare un piano di iniziative di upskilling (cofinanziate da pubblico e privato), facendo leva sul settore privato per supportare insegnanti, cultura e scuola i. Campagna di donazioni per potenziamento delle strutture educative ad es. PC/supporti informatici per didattica a distanza ("Adotta una classe") ii. Programma nazionale coordinato di "aggiornamento educatori" per 20 sabati/anno attraverso partecipazione di grandi aziende high-tech, enti di ricerca e università ("Impara dai migliori") iii. Organizzazione da parte di aziende e donatori di una serie di concorsi tipo Hackathon per giovani studiosi (scuole superiori) su temi di grande rilievo tecnologico, sociale e culturale. ("Gara dei talenti"). XVIII. Potenziare la capacità di inclusione del sistema di istruzione superiore al fine di migliorarne l'equità e di contrastare le disuguaglianze di classe, di genere, etniche e territoriali 80. Diritto alla competenze. Creare un Fondo speciale per il "diritto alle competenze", con l'obiettivo di contrastare il calo atteso delle immatricolazioni dovuto alla crisi sanitaria e incrementare il tasso di successo formativo e occupazionale degli studenti universitari i. Maggiore sostegno economico alle famiglie a medio-basso reddito ii. Facilitazione dei percorsi di accesso alle risorse per il diritto allo studio universitario (bando unico nazionale e vincolo di erogazione anticipata delle borse) iii. Sostegno alla residenzialità studentesca (ad es. voucher, riconversione di strutture alberghiere inutilizzate) 81. Orientamento giovani. Introdurre un programma nazionale di orientamento sostenibile che concili le aspettative dei giovani sul futuro con le trasformazioni del sistema socioeconomico, attraverso una sperimentazione innovativa di: i. Orientamento alle scelte (Career Education), precoce e multidisciplinare ii. Consulenza di carriera e di vita personale (Career and Life Counselling), nella scuola superiore e nelle università. 82. Inclusione studenti con disabilità. Rafforzare i processi e gli strumenti di inclusione degli studenti con disabilità con soluzioni immediate per garantire l'accessibilità delle piattaforme comunicative ed i relativi contenuti, i sostegni educativi in presenza, le dotazioni strumentali per le famiglie che ne siano prive. XIX. Superare il disallineamento fra domanda e offerta di competenze 83. Istruzione terziaria professionalizzante. Creare un canale di istruzione terziaria professionalizzante di dimensioni consistenti, incentivando "lauree professionalizzanti" eITS i. Lanciare una campagna di comunicazione sugli esiti occupazionali altamente positivi degli ITS ii. Incentivare alcune università a specializzarsi in 'lauree professionalizzanti' quale loro mission prioritaria, mediante un trasferimento della stessa somma prò capite attribuita agli ITS e un'assegnazione di punti organico aggiuntivi v. Prevedere per le lauree professionalizzanti una gestione distinta e autonoma rispetto a quella degli altri corsi universitari. 84. Education-to-employment. Lanciare una piattaforma digitale di education-to-employment su scala nazionale, focalizzata in ambiti definiti in base all'offerta e sussidiata da accordi pubblico/privati i. Corsi di formazione sviluppati dalle aziende sulla base delle competenze di cui hanno bisogno, sia gratuiti sia a pagamento ii. "Menu" di corsi di formazione curato/validato/strutturato in "percorsi formativi" da manager e/o docenti dei relativi ambiti applicativi iii. Iscrizione/accesso alla piattaforma disponibile per chiunque sia interessato, e registrazione del completamento dei corsi con visibilità alle aziende interessate. Voucher a copertura del costo per chi completa con successo iv. (Una volta che l'iniziativa sarà a scala) Raccomandazione/obbligatorietà del superamento di un set minimo di percorsi formativi quale condizione per beneficiare di sussidi (ad es. reddito di cittadinanza). 85. Formazione ordini professionali. Rafforzare la formazione continua per gli ordini professionali, progettando corsi trasversali fra i diversi ordini su tematiche comuni relativi a organizzazione del lavoro, nuove competenze green, digitale, etc. per favorire lo scambio di competenze e massimizzare la velocità di apprendimento. XX. Potenziare le attività di ricerca e innovazione, aiutando l'incontro fra domanda e offerta di conoscenze 86. Applied PhD. Innovare il dottorato di ricerca creando un percorso di "applied PhD" per formare le figure professionali a più elevata specializzazione per il mercato del lavoro, prendendo così le distanze dalla concezione del dottorato solo come addestramento alla carriera accademica che permane in Italia. i. Bandire 20 nuovi corsi di dottorato di ricerca per l'innovazione nelle imprese (almeno 15 in discipline STEM) e 20 di "dottorato di ricerca per le politiche pubbliche" (almeno 15 in economia, management e scienze sociali) al fine di favorire una riqualificazione della PA ii. Procedure di selezione, composizione dei collegi, programmi di ricerca e criteri di valutazione finale stabiliti mediante accordi fra università, associazioni di rappresentanza imprenditoriale e amministrazioni pubbliche centrali e regionali iii. I 40 nuovi corsi di dottorato, ciascuno con 10 borse finanziate dal MUR di importo superiore del 50% a quelle consuete, vengono assegnati su base competitiva agli atenei selezionati tenendo conto di criteri di merito e di equilibrio territoriale. 87. Agenda di cooperazione università-imprese. Rafforzare la cooperazione fra università e imprese per orientare ricerca e sviluppo verso grand challenges e favorire la crescita di un sistema nazionale dell'innovazione i. Nel breve: disegnare progetti pilota per laboratori congiunti università-aziende (o ente di ricerca-azienda) con condivisione del personale e della strumentazione ii. Nel lungo: creare fondazione di diritto privato simile al Fraunhofer tedesco (Marconi Institute) con la funzione di potenziare l'ecosistema dell'innovazione,, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie alle Aziende. Indice " Ease ofdoing business" della World Bank nel 2019 posiziona l'Italia in 58°posizione, e in 98° posizione per l'indice "Starting a business"
XIII. Realizzare interventi urgenti di semplificazione e velocizzazione delle procedure 58. Superamento della "burocrazia difensiva". Intervenire per riformare la responsabilità dei funzionari e dirigenti pubblici per danno erariale in casi differenti dal dolo, e/o prevedere che il premio assicurativo (compreso quello per l'assistenza legale da parte di un professionista scelto dal dirigente) venga pagato dall'amministrazione di appartenenza. 59. Trasparenza sulle prestazioni della PA Rafforzare la misurazione end-to-end delle prestazioni delle pubbliche amministrazioni attraverso indicatori chiave (ad es. tempi di attraversamento delle principali pratiche) pubblicati regolarmente su una piattaforma aperta per consentire un confronto tra le diverse amministrazioni, vincolando incentivi diretti al miglioramento dei servizi. 60. Codice degli Appalti. Rivedere il Codice dei contratti pubblici vigente come dettagliato nel capitolo "Infrastrutture e ambiente, volano del rilancio" (vedi iniziativa #22). 61. Autocertificazione e silenzio-assenso. Ampliare gli ambiti di applicabilità di autocertificazione e meccanismi di silenzio-assenso in tempi garantiti, e parallelizzare gli iter di approvazione dei diversi enti pubblici i. Rendendo effettivo il divieto di richiedere i documenti specifici laddove l'autocertificazione è contemplata (tutti i procedimenti amministrativi previsti dalla legge 183/2011) ii. Confermando l'inasprimento delle pene per le dichiarazioni mendaci già indicate dal comma 2/a/2 dell'art 264 del DL Rilancio. 62. e-Procurement. Promuovere l'e-procurement a tutti i livelli attraverso l'aggregazione delle stazioni appaltanti per raggiungere la soglia minima e la professionalità adeguata, attivando tutte le leve normative e operative necessarie (ad es. completare la disciplina attuativa per la digitalizzazione degli appaltiappalti pubblici, capillare e qualitativamente elevata). 63. Dati per statistica e ricerca scientifica. Rimuovere gli ostacoli all'utilizzazione di dati amministrativi, censimenti, survey etc., a fini statistici, di ricerca scientifica, e di valutazione delle politiche nel rispetto del Regolamento Europeo 679/2016, introducendo il concetto di utilità sociale del trattamento dei dati a tali fini a fianco delle garanzie di privacy dei cittadini.
XVII. Modernizzare i sistemi di istruzione e dì ricerca al fine di adeguarli a standard europei e internazionali 75. Modernizzazione del sistema della Ricerca. Sviluppare azioni mirate a modernizzare il comparto ricerca e a semplificarne la gestione, avvicinandolo allo standard internazionale i. Aggiornare i raggruppamenti disciplinari e le classi di laurea favorendo l'interdìsciplìnarìtà della formazione e della ricerca ii. Modificare il dottorato di ricerca in modo da renderlo conforme agli standard Internazionali iii. Semplificare alcuni aspetti della gestione dei fondi di ricerca competitivi iv. Sviluppare un contratto nazionale dedicato per i ricercatori/docenti. 76. Poli di eccellenza scientifica. Creare poli di eccellenza scientifica internazionale, facendo leva sulla pluralità di "missioni" delle università e del diverso grado di qualità della ricerca delle loro strutture interne i. Incentivazione delle piccole università da parte del Ministero a specializzarsi in alcune delle diverse funzioni svolte: formazione di base, formazione specialistica e dottorale, ricerca