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17/06/2020

4. I PROGETTI E LE INIZIATIVE PROPOSTE / 2

Il Sole 24 Ore - Supplemento

Infine, è fondamentale coniugare le iniziative a supporto della sostenibilità ambientale con una più ampia tutela del territorio, preservando aree verdi ed ecosistemi e contrastando il consumo del suolo, l'abusivismo edilizio e l'inquinamento. • Infrastrutture per i trasporti e la logistica. La rete infrastrutturale dei trasporti accorcia le distanze per lo spostamento delle persone e delle merci, rendendo le aziende italiane più competitive. Ciò è particolarmente vero per le imprese del Mezzogiorno (più lontane dagli sbocchi di mercato del centro e nord Europa). Molte infrastrutture sono relativamente prossime alla fine del ciclo vitale ed è quindi necessario un importante intervento per garantire l'efficienza del sistema dei trasporti, accelerando la transizione verso una logistica a basso impatto ambientale, come quella ad alta velocità su ferro delle merci. Inoltre, il trasporto pubblico locale, oggi estremamente eterogeneo e spesso legato a veicoli e sistemi di gestione datati, richiede incentivi e investimenti nell'ottica della riduzione dell'inquinamento e del passaggio alla mobilità elettrica. • Infrastrutture sociali. La crisi in atto ha messo in ulteriore evidenza l 'inadeguatezza delle infrastrutture sociali, sia abitative che relative ai servizi socio-sanitari, oggi spesso qualitativamente carenti. È dunque necessario che le infrastrutture sociali rientrino nel più ampio piano di rilancio infrastrutturale, anche attraverso modalità di investimento pubblico-privato. V. Accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni 25. Piano Fibra Nazionale i. Sviluppare un piano per il completamento della copertura nazionale della rete in fibra ii. Estendere la logica di gara per lo sviluppo di un'unica rete in fibra ottica a tutte le aree oggi senza impegni cogenti di copertura (c.d. B grigie, C/D senza impegni cogenti, etc.), sostenendone parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imponendo al fornitore vincente condizioni cogenti di realizzazione nonché garanzia di accesso competitivo a pari condizioni tecnico/operative a tutti gli operatori. Sanzionare la mancata realizzazione delle aree di impegno. 26. Cablaggio PA. Pianificare l'installazione di accessi in fibra in tutti gli edifici della PA, con particolare attenzione a scuole e strutture socio-sanitarie e amministrazioni locali per rendere possibile il passaggio a servizi digitali al cittadini, smart working degli impiegati e accesso universale a Dati della PA. 27. Sviluppo Reti 5G. Adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio, per accelerare lo sviluppo delle reti 5G. Escludere opponibilità locale se protocolli nazionali sono rispettati. 28. Sussidio Digital Divide. Concedere voucher per sostenere l'accesso alla banda larga delle fasce meno abbienti della popolazione, focalizzato sulla migliore tecnologia disponibile localmente e differenziato tra fibra e altre tecnologie. VI. Accelerare la realizzazione di infrastrutture energetiche e idriche, e predisporre un piano di salvaguardia del patrimonio ambientale 29. Sblocco e accelerazione investimenti operatori del settore energetico. Sbloccare le autorizzazioni per i significativi investimenti privati già approvati (finanziati e a budget) dagli operatori dei settori energetico e idrico i. Individuare i progetti chiave che necessitano di un'accelerazione degli investimenti (vedi iniziativa 21) e ridurre i relativi tempi autorizzativi attraverso interventi normativi e legislativi (ad es. permettere l'utilizzo del rito accelerato per l'Autorizzazione Unica nelle opere infrastrutturali energetiche, includendo anche opere, impianti e servizi accessori) ii. Effettuare interventi specifici di tipo normativo/regolatorio per determinati sotto-settori (ad es. nel campo della distribuzione del gas e del repowering degli impianti di produzione di energia rinnovabile). 30. Efficienza e transizione energetica e tecnologie energetiche innovative i. Definire un piano a lungo termine di decarbonizzazione ed esplicito obiettivo di carbon neutrality , come da linee guida europee e sul modello di altri Paesi ii. Istituire un percorso privilegiato per gli interventi di transizione energetica, per accelerare l'implementazione delle iniziative legate agli obiettivi PNIEC, in linea con iniziative 20-21 iii. Incentivare l'efficienza energetica e la transizione energetica (ad es. produzione/autoproduzione di energia rinnovabile) di imprese, PA locale e centrale e privati attraverso interventi autorizzativi, regolatori e fiscali iv. Incentivare nuove tecnologie emergenti a supporto della transizione energetica attraverso un piano nazionale, affinché supportino la transizione/conversione energetica e sviluppino una filiera nazionale; ad es. nuove rinnovabili, idrogeno, biocombustibili, conversione della filiera del petrolio, carbon capture e stoccaggio CO2. 31 . Economia circolare d'impresa. Adeguare norme, incentivi e fondi relativi al trattamento di rifiuti e scarti per favorire l'attivazione di progetti di economia circolare a livello aziendale, anche su piccola scala, attraverso un piano strategico specifico sul modello della transizione energetica (che includa anche finanziamenti a centri di ricerca dedicati e incentivi a fondi di Venture Capital che agevolino technology transfer tra aziende); ad es.: i. Incentivare adeguatamente la gestione e conversione dei rifiuti sotto tutte le forme "wasteto" (-material, -energy, -fuel, -hydrogen, -chemical) ii. Semplificare e revisionare le normative esistenti al fine di rendere efficace la gestione dell'End of Waste iii. Favorire il recupero e riutilizzo delle plastiche, non solo imballaggi. 32. Gestione rifiuti e acque reflue. Definire e finanziare investimenti infrastrutturali nel ciclo dei rifiuti urbani e industriali e nella depurazione e riutilizzo delle acque reflue, con particolare attenzione a quei comuni che rientrano in procedura di infrazione UE. 33. Infrastrutture idriche. Incentivare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture idriche (adduzione e trasporto), anche attraverso la rivisitazione del sistema normativo e tariffario e la revisione del meccanismo di governance del settore: i. Definire modalità decisionali cogenti fra Ministeri e Regioni competenti per individuare il deperimento di investimenti e incentivando lo sblocco di investimenti già individuati, già finanziati ma non ancora attuati/ avviati (in particolare nel Sud Italia) ii. Ripensare il metodo tariffario per incrementare da un lato l'attrattività per gli operatori del comparto, mantenendo dall'altro l'accessibilità, anche economica, al bene pubblico iii. Rafforzare i meccanismi di riscossione dei crediti di tutta la filiera idrica. 34. Bacini idrici. Finanziare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per lo sfruttamento dei bacini idrici, per valorizzarne l'utilizzo in agricoltura e per la transizione energetica. 35. Verde e dissesto idrogeologico i. Definire un piano di investimento finalizzato ad aumentare e preservare le aree verdi, il territorio e gli ecosistemi nazionali - ad es. finanziando la bonifica dei siti inquinati, e incoraggiando le imprese a quantificare nei loro bilanci e reporting non-finanziario il capitale naturale che gestiscono e i servizi ecosistemici di cui beneficiano ii. Contrastare il consumo di suolo e il conseguente dissesto idrogeologico - ad es. inserendo obiettivi di conservazione e ripristino del capitale naturale in tutte le strategie e politiche che comportano un maggior consumo del suolo. VII. Finanziare la riconversione sostenibile delle infrastrutture di trasporti e logistica 36. Trasporto pubblico locale. Incentivare il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale (TPL) verso mezzi a basso impatto, primariamente elettrico, ibrido biocombustibili) i. Aumentare le risorse previste nel Piano Nazionale Mobilità Sostenibile, valutando anche l'estensione dei fondi a strumenti PPP ii. Definire obiettivi di rinnovo a livello nazionale, con impatto a livello territoriale in carico a cabine di consultazione (ad es. gestite dai prefetti). 37. Trasposto privato. Incentivare il rinnovo dei mezzi pesanti privati con soluzioni meno inquinanti i. Incentivare lo sviluppo capillare di infrastruttura per mobilità sostenibile (ad es. postazioni pubbliche e private di ricarica elettrica) ii. Incentivare il rinnovo dei mezzi pesanti privati (ad es. navi, camion) con tecnologie alternative meno inquinanti (ad es. GNL) iii. Promuovere la conversione verso i carburanti di nuova generazione meno inquinanti (ad es. biocarburanti, carburanti da rifiuto), in linea con iniziativa 31. 38. Ciclabilità. Pianificare investimenti e finanziamenti a favore della Ciclabilità, incentivando la creazione dell'infrastruttura ciclistica e incoraggiandone l'utilizzo (ad es. attraverso la costruzione di piste ciclabili, stazioni di ricarica e-bike, sistemi di sicurezza e ciclo-parcheggi). 39. Porti e ferrovie. Predisporre un piano "intermodale" su scala nazionale per la logistica merci, con focus sull'ammodernamento dei porti e sull'espansione della rete ferroviaria per il trasporto merci. Rivalutare il posizionamento strategico dell'Italia (con particolare attenzione al Sud) nei flussi merci europei/del Mediterraneo. /III. Coinvolgere investimenti privati per finanziare infrastrutture sociali 40. Edilizia abitativa. Sostenere un piano di investimenti finalizzato a potenziare un'offerta abitativa economicamente accessibile, socialmente funzionale ed ecosostenibile, attraverso la messa a disposizione di immobili e spazi pubblici inutilizzati da sviluppare con fondi pubblico-privati da offrire sul mercato a prezzi calmierati (ad es. Modello del Comune di Milano). 41. Edilizia sociale. Investire nell'ammodernamento dell'edilizia sociale, con particolare attenzione alle infrastrutture scolastiche e socio-sanitarie, anche ricorrendo all'emissione di social impact bond come forma di finanziamento misto pubblico-privato (ad es. fondi ex Voluntary Disclosure). 4.3 Turismo, Arte e Cultura, brand del Paese Il macro-settore "Turismo, Arte e Cultura" contribuisce in maniera estremamente significativa all'economia del nostro Paese, generando (indotto incluso) circa il 13% del Pil e occupando oltre 4 milioni di addetti. L'Italia può contare su un patrimonio unico e distintivo a livello mondiale, tanto per qualità quanto per ampiezza e varietà. Pur essendo un settore in crescita, il nostro Paese non sfrutta appieno le proprie potenzialità (ad esempio, la Sicilia, a fronte di un'estensione costiera e di condizioni climatiche comparabili alle Baleari ha un numero di pernottamenti dieci volte inferiore). Questa condizione ha comportato un'erosione significativa della quota di mercato: in Italia tra il 2010 e il 2019, il settore è cresciuto mediamente del 4,5% annuo a fronte del 6% dei principali concorrenti del Mediterraneo. La pandemia Covid-19 e le relative contromisure prese in tutto il mondo hanno causato una riduzione drammatica del giro d'affari complessivo. L'Italia, oltre ad essere significativamente esposta in senso assoluto a queste dinamiche - per il grande peso che il turismo riveste nella sua economia - corre il rischio che la perdita di competitività degli ultimi anni si aggravi ulteriormente. In assenza di azioni tempestive ed efficaci - qui più che in altri comparti dell'economia - è probabile non solo che molte aziende debbano rapidamente chiudere, ma anche che la capacità economica del settore venga compromessa per anni. Per contro, in questo momento storico, grazie alle risorse europee, è possibile realizzare un volume di investimenti molto significativo. Con queste premesse, le iniziative proposte dal Comitato riguardano quattro obiettivi: • La difesa della stagione turistica 2020 e della percezione internazionale dell'Italia per il rilancio del 2021. • Una nuova governance e strategia per il turismo, per garantire la valorizzazione e b gestione ottimale di un settore che presenta complessità - principalmente legate all'estrema frammentazione territoriale e varietà di attività comprese - decisamente uniche. Gli interventi in tal senso potrebbero comprendere: la creazione di un presidio governativo speciale, che abbia in carico il coordinamento del rilancio del settore nel prossimo triennio (e la definizione di interventi prioritari da finanziare con i fondi europei), l'articolazione di un piano strategico di medio-lungo termine che punti a un approccio più orientato "al valore/alla qualità" e a un innalzamento degli standard di sicurezza e il lancio di un piano di comunicazione da attuarsi attraverso le strutture periferiche coinvolte nel settore (a partire dalle sedi diplomatiche). • • La valorizzazione e lo sviluppo dell'offerta del Paese, che affronti anche I rafforzamento dell'imprenditoria turistica (incentivando il consolidamento del settore ricettivo), il miglioramento dei collegamenti infrastrutturali chiave relativi alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti e il finanziamento della formazione turistica per garantire efficacia e capacità di rinnovamento a lungo termine del settore e dei suoi addetti. Una forte valorizzazione del patrimonio artistico e culturale (vero DNA del Paese e fonte primaria di attrattività turistica dell'Italia), agendo sul fronte sia delle risorse tramite la creazione di un piano integrato di attrazione dei capitali privati per rafforzare la dotazione dedicata ad Arte e Cultura (ad es. impact investment), sia della governance di gestione degli enti artistici e culturali, sia, infine, sul fronte delle competenze (integrando l'offerta artistica e culturale esistente - ad es. musei - con percorsi formativi universitari o di formazione specialistica). IX. Sostenere la stagione turìstica 2020, compatibilmente con quanto permesso dalla tutela della situazione sanitaria 42. Piano di difesa stagione 2020. Definire e comunicare rapidamente un quadro normativo per la stagione estiva, in linea con i paesi europei, per consentire agli operatori del settore di predisporre e promuovere la propria offerta e di adeguare per tempo le strutture alle misure di sicurezza necessarie i. Consentire diversi livelli di apertura delle attività e diverse tempistiche di riapertura a seconda del grado di prevalenza di rischio (a livello locale/granulare), e sbloccare coerentemente la mobilità interregionale (dove possibile) per permettere il turismo nazionale ii. Definire i livelli di rischio sanitario locale in modo conforme alle linee guida europee iii. Comunicare in modo tempestivo i dati epidemiologici su base granulare, non solo agli enti nazionali ed europei preposti nonché al pubblico iv. Allineare la definizione dei protocolli e del " load factor" dei trasporti (in particolare per quello aereo) ai livelli europei. 43. Protezione del settore e dell'occupazione. Sviluppare piano di difesa dei livelli occupazionali e della sostenibilità economica degli operatori del settore i. Dare agevolazioni e defiscalizzazioni per le attività del 2020-2021, incentivando gli operatori ad aprire in modo da preservare sia l'avviamento sia l'occupazione, in particolare stagionale (ad es. defiscalizzazione contributiva in caso di assunzione, aumento delle agevolazioni rispetto agli extra costi dovuti alla sanificazione, contributi finalizzati all'incentivo alla riapertura) ii. Prevedere per legge una ripartizione del rischio tra locatore e conduttore nella forma di presunzione, o in alternativa incentivazione (tramite riduzione di IMU e TARI) della rinegoziazione dei canoni commerciali iii. Estendere alcune tipologie di concessioni in scadenza (ad es. spiagge), per evitare che un orizzonte temporale dell'attività economica troppo ristretto disincentivi gli investimenti (ad es. in protocolli sicurezza) e si traduca in mancate riaperture iv. Istituire un "fondo Covid" per sostenere economicamente musei, attività culturali e dello spettacolo, parchi e aree protette che hanno perso ricavi v. Coordinare appena possibile una campagna di comunicazione e promozione che posizioni l'Italia allo stesso piano di attrattività delle destinazioni comparabili, con particolare focus sulle misure per la sicurezza del turista vi. In caso di mancata apertura nell'immediato, incentivare gli operatori ad intraprendere attività di riqualificazione e ristrutturazione nel periodo di chiusura. X. Definire una strategia di medio-lungo termine per il turismo e aumentare l'efficacia della governance del settore 44. Presidio Turismo Italia. Creare un presidio governativo speciale focalizzato sul recupero e rilancio del settore nel prossimo triennio con l'obiettivo di assicurare coordinamento governativo orizzontale e territoriale verticale nel periodo di rilancio i. Focalizzare l'unità/presidio governativo sul turismo come settore economico per tutta la ripresa, con condivisi obiettivi per area e territorio ii. Creare un coordinamento permanente con tutti gli attori coinvolti (Ministeri, strutture diplomatiche, Regioni, ENIT, associazioni di categoria, operatori dei diversi comparti) con meccanismi di regolare condivisione delle informazioni e delle linee guida iii. Aumentare la capacità di spesa e assegnare obiettivi espliciti di crescita settoriale e di immagine nel medio termine. iv. Lanciare e coordinare un'unità di data/analytics sul Turismo, a beneficio sia del presidio sia degli attori del comparto, per sostenere con rapidità e accuratezza le azioni di rilancio. 45. Piano Turismo Italia. Pianificare un miglioramento strutturale di qualità, sicurezza e competitività del Turismo in Italia, sviluppando al più presto un piano strategico di lungo periodo, articolato sulle leve di intervento prioritarie (portafoglio prodotti, trasporti, sistema ricettivo, canali di vendita/distribuzione, formazione, branding e strategia di comunicazione e promozione, assetto normativo). 46. Piano comunicazione Turismo Italia. Rafforzare il ruolo delle strutture periferiche coinvolte nel settore (ad es. diplomatiche) al fine di avviare un'attività di Public Relations & Reputation strutturata in coordinamento con Ministero degli Esteri (comparabile a quella offerta dai nostri principali concorrenti, come ad esempio la Spagna), che sia in grado di monitorare l'immagine dell'Italia sui media nazionali ed internazionali e sviluppare un piano di comunicazione efficace e coerente. XI. Valorizzare e sviluppare l'offerta turistica del Paese 47. Incentivi a miglioramenti strutturali. Incentivare tramite finanziamenti a tasso ridotto e crediti fiscali la riqualificazione delle strutture ricettive, sia nelle sue componenti di base (ad es. immobiliare, cablaggio fibra ottica, impianti di aria condizionata, strutture per persone con disabilità oltre al livello di pura compliance normativa), sia nelle componenti premium in grado di attrarre domanda ad alto valore aggiunto, in coerenza con il piano strategico definito. 48. Incentivo al consolidamento del settore turistico. Sostenere la creazione di reti di impresa e aggregazioni (ad es. prevedendo un contributo a fondo perduto dell'investimento necessario per la creazione e l'avviamento delle reti tra imprese del settore; credito d'imposta sull'investimento previsto dal programma di rete; misure ad hoc che favoriscano distacco e codatorialità nell'ambito di contratti di rete rispetto alle nuove assunzioni e al personale già in organico). 49. Miglioramento qualità del sistema ricettivo. Avviare iniziative che aumentino l'uniformità e innalzino la qualità e dell'offerta i. Pianificare e lanciare una revisione degli standard di qualità delle strutture ricettive, approfittando dell'attuale emergenza sanitaria e per ottenere uniformità a livello nazionale (Censimento complessivo iniziale, definizione standard qualità stringenti e tempi di miglioramento richiesti, introduzione di sistema nazionale di ispezione e validazione regolare e frequente) ii. Valorizzare e utilizzare per uso turistico beni immobiliari di valore storico e artistico, indicendo bandi di gara per la concessione di tali immobili ad uso alberghiero ad operatori del settore ed eventualmente valutando la creazione di una catena iconica italiana. 50. Promozione e commercializzazione prodotti turistici. Migliorare la promozione e favorire la commercializzazione dei prodotti turistici esistenti i. Rafforzare un piano di promozione mirato e coordinarlo per ii sistema Paese (ad es. campagne di marketing per i segmenti ad alto potenziale, nautica, etc) e favorire la commercializzazione dei prodotti offerti dal settore anche sostenendo l'aggregazione di operatori italiani ii. Sviluppare, in coordinamento con l'unità di data/analytics del presidio, un'infrastruttura digitale per la promozione e commercializzazione dell'offerta. 51. Sviluppo nuovi prodotti turistici. Ampliare i prodotti turistici ad alta domanda potenziale (specie se premium ed internazionale) in cui l'Italia possa esprimere elementi distintivi i. Valorizzare il potenziale inespresso dell'offerta del Paese, incentivando la bassa stagione, definendo con anticipo i calendari scolastici, incentivando poli turistici in aree ad alto potenziale naturalistico, paesaggistico o culturale, rafforzando la rete e le attività delle "Città Creative" italiane ii. Sviluppare nuovi prodotti turistici focalizzati su "verticali" specifici che, pur essendo di grande potenzialità per il Paese, risultano al momento non adeguatamente sviluppati (ad es. la nautica, l'enogastronomia, gli itinerari dello shopping di alto livello, lo sci etc). 52. Trasporti turistici. Migliorare l'accessibilità del turismo italiano, investendo nei collegamenti infrastrutturali chiave relative alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti, potenziando le dorsali dell'Alta Velocità, alcuni aeroporti turistici minori e la logistica intermodale per le città d'arte. 53. Formazione turistica. Migliorare l'offerta formativa del turismo e potenziarla finanziariamente, per garantire risorse preparate di qualità attraverso un sistema premiante collegato allo standard qualitativo i. Rafforzare l'offerta formativa degli U S del Turismo, tramite l'aumento del peso degli stage lavorativi e la revisione dei programmi in modo da poter rispondere all'evoluzione del mercato ii. Sviluppare programmi di formazione permanente per insegnanti e operatori del settore gestiti e condotti da grandi catene internazionali iii. Rafforzare il metodo di valutazione dell'operato degli enti formativi, affinché sia possibile stimare l'effetto causale della formazione sull'apprendimento e gli sbocchi lavorativi degli studenti. XII. Valorizzare il patrimonio artistico e culturale, attraendo capitali privati e competenze per migliorarne accessibilità e fruibilità 54. Attrazione capitali privati. Sviluppare un piano integrato di attrazione dei captali per rafforzare la dotazione dedicata ad Arte e Cultura i. Potenziare incentivi fiscali e strumenti di promozione internazionale per sollecitare donazioni e sponsorizzazioni (eliminando o innalzando, ove possibile, i limiti attualmente previsti dalla legge) ii. Lanciare fondi di impact-investing dedicati ad Arte e Cultura italiana, definendone privilegi per i sottoscrittori e tutele per gli enti beneficiari e favorendone la allocazione a capitoli specifici e geografici per garantire la massima mobilitazione di capitali filantropici e impact locali. 55. Riforma modelli di gestione enti artistici e culturali. Migliorare i modelli di gestione del patrimonio artistico e culturale per permettere un pieno sfruttamento del potenziale del paese e maggior libertà e creatività specifica nelle forme di fruizione i. Affrancare le strutture dai vincoli gestionali attuali (ad es. codice appalti, scadenze concessioni) e favorire iniziative di sviluppo pubblico-privato ii. Sviluppare nuovi sistemi di incentivi per le aziende titolari di concessioni al fine di premiare le gestioni virtuose. 56. Potenziamento competenze museali. Potenziare le competenze specifiche nel settore, integrando l'offerta artistica e culturale esistente (ad es. musei) con percorsi formativi universitari o di formazione specialistica i. Creare una rete selezionata di grandi musei pubblici e privati, siti archeologici e luoghi della cultura riconosciuti come "enti di ricerca" aventi accesso a finanziamenti del Ministero dell'Università e autonomia gestionale ii. Permettere agli enti coinvolti la possibilità di assumere responsabilità di "capofiliera" dell'arte, coinvolgendo nelle loro attività formative collezioni italiane minori iii. Strutturare un processo di valutazione regolare degli enti, in modo tale da misurarne non solo la quantità di visitatori, ma anche la qualità dei servizi erogati (al pubblico e agli studenti). 57. Potenziamento competenze di artigianato specialistico. Accrescere le professionalità specialistiche del settore con percorsi di formazione universitaria, creando un archivio digitale delle competenze specifiche e incentivando lo sviluppo di progetti imprenditoriali. IV. Identificare chiaramente le infrastrutture "di interesse strategico" e creare un presidio di esecuzione che garantisca la rimozione di ostacoli alla loro realizzazione 20. Realizzazione infrastrutture strategiche. Regolare con un regime ad hoc l'implementazione delle infrastrutture "di interesse strategico", identificate come le reti di telecomunicazioni, le infrastrutture energetiche e per la salvaguardia dell'ambiente e per la messa in sicurezza del territorio, e le infrastrutture di trasporto/logistica, attraverso leggi/protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti locali. 21. Unità di presidio infrastrutture strategiche. Pianificare una rapida esecuzione di tali infrastrutture "di interesse strategico", attraverso una unità dì presidio ministeriale responsabile della rapida esecuzione degli investimenti previsti. Dotare tale presidio dei poteri necessari per monitorare lo stato dì avanzamento dei procedimenti e delle opere, sbloccare i lavori laddove necessario, e sostenere e massimizzare l'accesso e l'effettivo utilizzo dei fondi europei. 22. Codice degli Appalti. Semplificare l'applicazione del codice degli appalti ai progetti di natura infrastrutturale i. Applicare tei quel alle infrastrutture "di interesse strategico" le Direttive europee ii. Integrare le Direttive europee per le sole porzioni in cui esse non sono auto-applicative iii. Rivedere parallelamente la normativa in un nuovo codice, basato sui prìncipi delle Direttive europee. 23. Semplificazione PA. Sburocratizzare I processi con la PA, formalizzando tramite ricevuta telematica la formazione del silenzio-assenso e vietando la richiesta dì documenti specifici (da parte della PA) laddove l'autocertìficazìone è accettabile. 24. Investimenti concessioni. Negoziare un'estensione delle concessioni equilibrata e condizionata ad un plano di investimenti espliciti e vincolanti (ad es. nei settori autostrade, gas, geotermico e idroelettrico), coerenti con le macro-direttive del Green Deal europeo.