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21/10/2020

Corriere di Verona

«Arte e ricerca, obiettivi comuni» «Recovery, coinvolgere i privati» Osanna: Verona, luogo di cultura senza interruzioni. Bini Smaghi: la scommessa europea
sanna Verona, città giusta per realizzare dei progetti pilota ini Smaghi La sfida è dare il via alle riforme che ora servono
L'Arena diventa un luogo evocativo di pensiero. Un trampolino d'iniziative coraggiose, come è successo ieri per l'evento «Traiettorie. Percorsi per ripartire» organizzato da Confindustria Verona. «Verona è un luogo della cultura senza interruzioni, coi suoi musei, teatri, le piazze, i palazzi» ha esordito Massimo Osanna, neo direttore generale dei Musei del Mibact. Appena giunto in città, ha approfittato della mattina e delle ore antecedenti all'impegno pubblico per incontrare il soprintendente per i Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè, il direttore regionale dei Musei del Veneto Daniele Ferrara e la direttrice dei musei civici di Verona Francesca Rossi, per avere il quadro completo della situazione. «Si può fare un lavoro di squadra significativo - le parole di Osanna -. Verona è un museo a cielo aperto ed la città giusta per realizzare progetti pilota, in cui i musei statali, civici e privati facciano rete, per il bene dell'intero territorio e di tutta la cittadinanza». Avere un obiettivo comune è la prima traiettoria da percorrere per diventare una squadra. «Nel caso di Pompei abbiamo lavorato bene perché avevamo tutti voglia di assicurarci i fondi della comunità europea - spiega - , con cui avremmo iniziato un processo di modernizzazione che poi effettivamente c'è stato, consentendoci di passare da due milioni e mezzo di visitatori e 4 milioni di visitatori. Lo stesso deve avvenire ora su larga scala. Per prima cosa puntando sulle capacità professionali delle singole persone e del gruppo di lavoro, poi digitalizzando gli enormi archivi cartacei e fotografici in cui le nozioni si perdono». Seconda traiettoria da seguire è la ricerca: «bisogna investire nella formazione e nella ricerca. Ho notato che il problema sta più nel non sapere cogliere i mezzi a disposizione piuttosto che nella loro assenza: spesso manca la preparazione giuridico-amministrativa per leggere le possibilità date dal codice appalti e dal project financing. Questo non deve accadere». Sono le persone giuste a fare la differenza: un'affermazione condivisa coralmente da tutti i relatori presenti, a partire da Lorenzo Bini Smaghi, economista, presidente di Societé Generale ed ex membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea. «La tecnologia si sviluppa dove c'è talento» ha sottolineato, posizionando l'Italia come fanalino di coda in Europa nel rapporto tra impresa e centri di ricerca. Una lentezza che ci rende poco competitivi, «nonostante la bellezza che abbiamo di fronte agli occhi da quando nasciamo» ha ammesso. Ma occorre seminare prima di cogliere i frutti. «Il Recovery fund è stato un grande atto di coraggio da parte dell'Europa - analizza l'economista -, soprattutto da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel. C'è forse una scommessa sull'Italia, che finora non si è adeguata, per fare quei cambiamenti che possono consentire di fare le riforme di cui abbiamo bisogno. Le scriviamo sulla carta, sono sempre nell'agenda politica ma poi non si realizzano mai. Ci sono lobbies, resistenze, che impediscono all'Italia di ripartire». Questo difficile 2020 diventa quindi, agli occhi di chi lo sa guardare da un'altra prospettiva, un'occasione per migliorarsi. «Se vogliamo rispettare i tempi e il rigore che ci chiede l'Europa secondo me sarà fondamentale coinvolgere i privati conclude Bini Smaghi -. Non solo nella cultura, ma anche molte infrastrutture possono venire a costare troppo se non ci si affida a una disciplina che solo il privato sa dettare. Forse questa è l'occasione buona per fare quei cambiamenti che l'Italia non ha fatto e altri Paesi hanno fatto. Con questo piano europeo, va colta l'occasione per fare riforme». Marianna Peluso

Foto: Nell'anfiteatro Il presidente di Confindustria Verona, Michele Bauli, sul palco dell'Arena con la conduttrice Rai Maria Concetta Mattei