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06/12/2018

❞ «Cassamarca guarirà venderemo immobili e copriremo i debiti»

Corriere del Veneto

TrevisoeilpianodiGarofalo,presidenteinpectore «Nuovapoliticapubblicitariapercercaregliacquirenti»
non ci sono dubbi soprattutto perché, altrimenti, la stessa Unicredit non avrebbe nemmeno aperto una trattativa con noi, tre anni fa. Per quanto riguarda l'individuazione dei possibili acquirenti ritengo si debbano adottare modalità più efficaci e diverse da prima». Si è cercato male o troppo poco? «Pur non essendo le Fondazioni soggette alle regole del codice degli appalti va sottolineato come ci siano dei regolamenti nuovi, pattuiti fra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Acri (l'associazione delle Fondazioni e delle Casse di risparmio, ndr) che fanno leva sulla trasparenza e sulla pubblicità. In pratica io ritengo che per trovare soggetti a vario titolo interessati ai nostri immobili si debba usare il canale degli avvisi pubblici. Mettere in vetrina, far conoscere Urbi et Orbi quali siano gli asset che Cassamarca pone in vendita». Ultimo argomento, forse più da chiacchiera in piazza che di sostanza. Probabilmente su di lei ci sarà un voto esteticamente unanime ma oggi, nella sua squadra, qualcuno non è troppo felice. «Mah, ho capito a chi allude ma, se è vero, mi pare del tutto comprensibile. Chi studia da anni per diventare presidente e poi è sorpassato è normale che resti deluso. Ma c'è una notizia: adesso il presidente di Fondazione Cassamarca scade dopo soli quattro anni» . Gianni Favero © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

● Luigi Garofalo, avvocato di Treviso e professore all'Università di Padova è il primo successore in pectore di Dino De Poli che dopo 26 anni ha lasciato la guida di Fondazione Cassamarca ● Garofalo, 63 anni a gennaio sarà eletto presidente del Consiglio di indirizzo l'11 dicembre. La sua carica durerà per quattro anni

180

In milioni di euro, i debiti che Fondazione Cassamarca dovrà restituire a Unicredit nella prima parte del 2020, 150 dei quali dovuti dalla società immobiliare Appiani 1. È il numero più visibile della difficile condizione finanziaria in cui versa la Fondazione trevigiana

Foto: usioni Penseremo a eventuali aggregazioni o a fusioni soltanto come extrema ratio Immobili Bisognerà trovare gli acquirenti ma il patrimonio immobiliare è sufficiente per onorare i debiti

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